Il Venezuela tra pressioni su amnistia e accuse di repressione

(ANSA) - ROMA, 10 FEB - Cresce la pressione interna e internazionale sul Venezuela mentre restano forti le accuse di repressione politica, alla vigilia di un possibile voto parlamentare su una legge di amnistia giovedì 12 febbraio. La Nobel per la Pace 2025, l'oppositrice María Corina Machado, ha denunciato davanti alla Commissione interamericana dei diritti umani di Washington che "non esiste transizione democratica senza libertà piene", sostenendo che oltre 600 prigionieri politici restano detenuti o sottoposti a restrizioni giudiziarie nonostante le oltre 400 recenti scarcerazioni. Machado, riportano i principali media indipendenti del Venezuela, ha chiesto oggi una nuova missione di monitoraggio nel Paese dell'Onu.
 A Caracas, intanto, la Conferenza Episcopale Venezuelana ha sollecitato tramite un comunicato diffuso sulle sue reti sociali l'approvazione di un'amnistia "ampia e giusta" e la liberazione completa dei detenuti politici, chiedendo al contempo riforme istituzionali e la fine delle norme che limitano le libertà fondamentali.
 Sul fronte politico, infine, il ministro dell'Interno Diosdado Cabello ha difeso la nuova detenzione dell'oppositore braccio destro di Machado, Juan Pablo Guanipa, sostenendo che la misura è legata al presunto mancato rispetto delle condizioni di scarcerazione. Le sue dichiarazioni sulla televisione statale, Vtv, hanno riacceso le critiche di Ong e osservatori internazionali sulla reale portata del processo di apertura annunciato dalle autorità venezuelane. (ANSA).