Grande festa al Teatro Sistina di Roma per i "100 anni Dario Fo"

(ANSA) - ROMA, 25 MAR - Appassionata, viva, una festa di frammenti di vita, ricordi personali, video, canzoni e musica ha dato il via al Teatro Sistina di Roma al centenario della nascita di Dario Fo nel giorno del suo compleanno, il 24 marzo. La serata evento, condotta dalle nipoti Mattea e Jaele Fo, si è aperta dedicando un lungo applauso a Gino Paoli nel giorno della sua morte. Artisti e amici del Premio Nobel, uno dei più grandi protagonisti del teatro, della letteratura e dell'impegno civile del Novecento, si sono alternati sul palco portando un omaggio ognuno a modo suo, dando vita a uno spettacolo corale di tre ore. Dopo Carlo Petrini, che ha conosciuto Dario "unico vere erede di Moliere", a 17 anni, "un'amicizia durata 50 anni", è salita sul palco Paola Cortellesi che in una performance teatrale ha raccontato "quei mesi incredibili" della sua vita in cui accanto a Fo ha "potuto apprendere molte cose fondamentali". Tra queste "il pericolo di prendersi sul serio, il valore degli errori, la potenza della curiosità e con essa il metodo per diventare giovani". "Sono venuta a portare il mio ricordo di Dario, maestro e amico e a fare il mio inchino a lui e a tutti coloro che con coraggio continueranno a scegliere di essere giullari per dileggiare il potere e restituire dignità agli oppressi, per imparare come si diventa giovani". "Le rare volte in cui prego è a lui che mi rivolgo" ha aggiunto l'attrice, la regista del super premiato 'C'è ancora domani' ricordando quell'incontro con Fo, nel 2015, per lo spettacolo teatrale Callas, che verrà riproposto il 30 marzo in prima serata su La7, la telefonata di Gianmarco Mazzi che le annunciava che Fo aveva pensato a lei per quella messa in scena. Il clima "inimmaginabile e irripetibile" degli anni, della Milano ribelle, della Palazzina Liberty, lo hanno fatto rivivere per un momento le parole di Moni Ovadia. "Non avrei fatto in teatro quello che ho fatto se non avessi conosciuto Dario Fo. Mistero Buffo ha cambiato il mio modo di vedere il mondo. Dario è stato il maestro di tutti noi . Ci chiamavamo compagni, una parola che è stata sepolta da coloro che hanno venduto le chiappe e l'anima per avere potere. Dario non si potrà mai ringraziare abbastanza. Il fatto che non gli abbiano intitolato un teatro è una vergogna nazionale. Siamo un piccolo, mediocre paese che ha avuto grandi uomini" ha detto con forza nel suo intervento politico fra gli applausi. Il figlio Jacopo ha rivelato che il grammelot è nato perché Fo non sapeva l'inglese. "Avevo sei anni quando mio padre è uscito di casa per andare alla radio e ha detto canterò la canzone Il pianto dei piantatori di piante' in grammelot' proposta sul palco da Bandabardò e Margerita Vicaro in un omaggio musicale. Gad Lerner, compagno di liceo di Jacopo, "sento - ha detto - lo sghignazzo di allora che arriva fino ad oggi. Cosa ci avrebbe raccontato o scritto oggi Dario Fo del ristorante La bisteccheria d'Italia?". Anna Foglietta dopo aver sottolineato che il teatro per Fo e Rame "era il posto dove la vita viene guardata in faccia" si è rivolta al pubblico chiedendo: "In onore di Dario e Franca vorrei dire con voi 'Palestina libera!". Nel ricordo di Dario Fo sempre presente quello di Franca Rame. Chiara Francini, che porta in scena da anni Coppia Aperta Quasi Spalancata, insieme ad Alessandro Federico, spettacolo tra i più tradotti e rappresentati al mondo, ha sottolineato come questa "non sia una storia sulla coppia, ma sul potere. Alla fine chi vince? Vince chi si salva da sola". Marco Travaglio ha ricordato l'incontro con Dario e Franca a Palermo nel 2000 dove hanno "litigato tutto il tempo sul delitto Calabresi". Al Sistina un pubblico gremito e partecipe ha visto salire sul palco Ascanio Celestini che ha sottolineato "in Italia non abbiamo una giornata che ricorda le vittime del fascismo", Mario Pirovano, Gilberta Crispino, Valerio Aprea, Lodo Guenzi con gli attori del cast della nuova produzione di Morte Accidentale di un Anarchico che è il testo di Fo e Rame più rappresentato al mondo. Tra gli omaggi video quello di Ugo Dighero che sta portando in giro 'Mistero Buffo'. Pino Strabioli in chiusura ha affermato tra gli applausi che " il teatro è l'esatto contrario della guerra". La festa è finita con il pubblico in piedi sulle note della canzone 'Ma che aspettate a batterci le mani. A metter le bandiere sul balcone? Sono arrivati i re dei ciarlatani". (ANSA).