Da Bologna al Mondiale, Orsolini "andarci dovere morale"
(ANSA) - FIRENZE, 11 NOV - "Per l'Italia giocherei anche in porta". Parte da Bologna la rincorsa di Riccardo Orsolini verso il sogno del Mondiale che insegue fin da bambino. "Da parte mia c'è la massima disponibilità nei confronti del ct e dei compagni, abbiamo un obiettivo più grande dei moduli e dei traguardi personali, pensare di restare fuori anche dalla prossima coppa del mondo mi mette ansia. Abbiamo il dovere morale di riuscirci verso noi stessi e verso chi ha vissuto la grande delusione delle ultime due esclusioni". Parte da Bologna dove da qualche anno Orsolini e la sua squadra si sono ritagliati un ruolo da protagonisti la rincorsa verso la grande kermesse del 2026: "Finchè la matematica non ci dirà che dovremo passare per i playoff di marzo io continuo a sperare - ammicca l'esterno d'attacco rossoblù, attuale capocannoniere della Serie A con 5 reti insieme all'interista Çalhanoğlu - Siamo tutti concentrati su queste ultime due partite contro Moldavia e Norvegia, vogliamo dare continuità ai risultati positivi degli ultimi mesi poi vedremo quale sarà il nostro destino. Gattuso quando è arrivato ha portato una ventata di freschezza a livello di entusiasmo, prima la squadra era un po' spenta avvilita, lui ci ha trasmesso subito tranquillità, ci ha fatto capire quale era la situazione e come uscirne, con il lavoro, con allenamenti molto intensi e magari qualche cena tutti assieme. E' così che si crea la forza di gruppo". Che è poi uno dei segreti di questo Bologna che dopo la conquista della Coppa Italia alla fine della scorsa stagione si trova ai vertici della classifica: "E' la mia isola felice - ha raccontato Orsolini durante la conferenza a Coverciano - Parlare di scudetto mi pare eccessivo, comunque da tre, quattro anni stiamo giocando ad altissimi livelli e facendo un percorso importante di crescita, anche a livello internazionale, ci alleniamo divertendoci, senza fissare obiettivi, godendoci partita dopo partita. Il Bologna è una società dove ci sono coraggio e programmazione, i giovani possono crescere tranquillamente, la piazza ti supporta, il gruppo è unito, si vive e lavora bene e soprattutto stiamo bene insieme e questo fa la differenza" ha rimarcato Orsolini sottolineando anche i meriti di Vincenzo Italiano. "Mi sento cresciuto e maturato grazie anche al lavoro che sto facendo con il mister, mi sta aiutando a diventare un calciatore completo. Sto vivendo il momento migliore della carriera". Sensazioni che l'esterno rossoblù vuole vivere anche in maglia azzurra con cui il rapporto finora è stato altalenante come confermano le due sole partite disputate da titolare in 12 presenze: "Difficile sapere se dalla Nazionale ho avuto ad ora meno di quanto meritavo. Io mi sono sempre messo a disposizione. Ho esordito con Mancini nel 2019, ho saltato l'Europeo vinto, sono stato richiamato da Spalletti, poi di nuovo escluso, insomma entravo e uscivo. Adesso - ha sorriso - sono rientrato dalla porta principale e me la voglio godere tenendomi stretta questa maglia sapendo ciò che posso dare". E mentre anche Samuele Ricci, con la continuità ritrovata nel Milan, ha riconquistato la Nazionale dopo 5 mesi ("resterò sempre legato a Spalletti che mi ha lanciato in azzurro, con Gattuso l'impatto è stato positivo e comunque l'ho sentito anche quando non mi convocava, un segnale importante" ha detto alla Rai il centrocampista rossonero), continuano a Coverciano le prove anti-Moldavia, con il 4-4-2 e Orsolini e Zaccagni sulla fasce, in avanti testato Scamacca con Raspadori e poi con Retegui. Domani mattina la rifinitura poi la partenza da Firenze per Chisinau. (ANSA).