Cospaia, il piccolo stato che si autogovernò tra Umbria e Toscana

(ANSA) - ROMA, 08 FEB - "Benvenuti nella libera Repubblica di Cospaia". Così comincia il racconto, all'ANSA, di Daniele Bistoni, appassionato studioso e conoscitore della storia locale, per raccontare una delle pagine più incredibili della storia italiana: un minuscolo Stato indipendente che si autogovernò per quasi quattro secoli nell'alta Valtiberina, oggi territorio comunale di San Giustino, in provincia di Perugia, al confine esatto con la Toscana e la città di Sansepolcro. "La Repubblica di Cospaia è resistita quasi 400 anni grazie alla volontà degli abitanti e al senso della libertà", spiega Bistoni, ricordando come tutto ebbe origine nel 1441, quando fu necessario definire i confini dopo l'annessione di Sansepolcro al dominio fiorentino. I tecnici incaricati di tracciare la linea di confine decisero di affidarsi a un ruscello chiamato "Rio", senza sapere che in realtà nella zona i rii erano due, entrambi indicati con lo stesso nome: il Rio Riascone e il Rio della Gorgaccia. "Quelli di Firenze indicarono un Rio, quelli dello Stato Pontificio un altro. Così venne fuori l'errore topografico", racconta. E Cospaia si ritrovò terra di nessuno. Gli abitanti colsero l'occasione: "Si resero conto e dissero: siamo liberi". Nacque così una repubblica senza esercito e senza dazi, capace di autogestirsi ricorrendo, quando necessario, ai tribunali di Città di Castello o di Sansepolcro. "Se arrivavano le truppe del Granducato, chiedevano aiuto allo Stato Pontificio, e viceversa", ricorda Bistoni. Il cuore simbolico di quella libertà è ancora oggi nella chiesa della Santissima Annunziata, detta del Gonfalone. "Qui c'è un'epigrafe, l'unica legge scritta di questo Paese: Perpetua et firma libertas, eterna e ferma libertà", aggiunge Nadia Burzigotti, anche lei appassionata storica del territorio, che guida tra i luoghi dell'antico microstato. "Qui - prosegue - si riunivano i capifamiglia insieme al cappellano e al curato, gli unici che sapevano leggere e scrivere". Cospaia, spiega Burzigotti, era "uno Stato microscopico, lungo circa due chilometri e mezzo, e largo al massimo 500 metri, un triangolo irregolare". Eppure divenne anche un centro di traffici, favorito dalla coltivazione del tabacco, la celebre "erba tornabuona", e dalla sua posizione di terra franca. "Questa era la via dei contrabbandieri", ricorda Burzigotti, parlando degli "spalloni" che trasportavano merci lungo i sentieri dell'Appennino. La fine arrivò nel 1826, quando il piccolo Stato, divenuto anche rifugio di latitanti e contrabbandieri, non fu più tollerato dai due confinanti. (ANSA).