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Figaro sposo neorealista a Pergine

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È un cast che annovera cantanti che hanno calcato palcoscenici famosi come quelli del Teatro alla Scala di Milano, del Bellini di Catania, del Ponchielli di Cremona, della Staatsoper di Vienna; che conta tra le sue file anche tante voci provenienti da diversi cori trentini, riunite nel Coro Puccini; che vede sulla sedia del regista un baritono come Mauro Trombetta , ex direttore artistico di vari teatri lirici italiani, e nella "buca" occupata dall'Orchestra Giovanile Trentina un eclettico direttore come Andrea Fuoli.

Letteralmente "ricostruite" a misura del palcoscenico e del pubblico del Teatro comunale di Pergine, con questa rilevante formazione "Le Nozze di Figaro" andranno in scena sabato sera alle 20.45 per una rappresentazione che si prefigura non solo come l'omaggio conclusivo a Wolfgang Amadeus Mozart nel 250° anniversario del suo viaggio in Italia (due i concerti che hanno preceduto le Nozze), ma anche come la quarta, più ambiziosa e coinvolgente coproduzione lirica dell'associazione Amici della Lirica Giacomo Puccini e dell'Orchestra Giovanile Trentina. Negli ultimi tre anni, infatti, l'Associazione perginese ha portato in scena Suor Angelica, Il Tabarro e Gianni Schicchi, ossia il Trittico pucciniano. Ma si trattava di opere in atto unico, molto meno impegnative di quella composta nel 1786 dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo Da Ponte. Oggi l'Associazione si misura infatti con uno spettacolo lirico che nella sua versione integrale dura tre ore ma che, a Pergine, terrà il pubblico seduto per un totale di 2 ore e 20, pause incluse. Per questo, si è parlato di "ricostruzione", a misura del pubblico perginese.

Lo hanno spiegato il direttore e il regista, in conferenza stampa: «Per un pubblico non abituato alla lirica, come questo, abbiamo pensato a ridurre i recitativi, la parte più pesante dell'opera, salvando però la trama in modo tale che si capisca bene il senso della storia, piuttosto complessa. Mentre un "fil rouge" lega le opere del Trittico pucciniano che abbiamo messo in scena negli anni scorsi con questa, ed è la trasposizione in altra epoca rispetto alla scrittura. Abbiamo infatti ambientato Le Nozze nel secondo dopoguerra italiano, a fine anni Quaranta, mantenendo la stessa forza dirompente della versione originale, che era una feroce critica della nobiltà del tempo. Anche nel nostro dopoguerra, in un'Italia tutta da ricostruire, con una classe operaia che iniziava a emergere, c'era chi si aggrappava a privilegi ormai indifendibili, come nel Settecento».

Con richiami al neorealismo e a film come "Ladri di biciclette" e "Miracolo a Milano", scenografia e costumi (forniti da soci degli Amici della Lirica e da aziende del territorio) riprodurranno le condizioni della società italiana impoverita, in cui è ambientata l'opera. Che resta comunque un'opera divertente, contrassegnata da flirt, ricatti, tradimenti, scambi di persona.
Il cast delle voci: Nicola Ziccardi (Conte di Slmaviva), Katarzyna Medlarska (Contessa di Almaviva), Gaja Vittoria Pellizzari (Susanna), Gabriele Sagona (Figaro), Erica Zulikha Benato (Cherubino), Giorgia Cazzola (Marcellina), Simone D'Eusanio (Bartolo), Massimo Frigato (Basilio), Marco Varner (don Curzio), Giulia Marchel (Barbarina) e Luigi Varriale (Antonio). I biglietti sono in prevendita al Teatro comunale e sul sito: interi 17 euro; ridotti 15 e 13 euro.

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