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Conto alla rovescia per un «Full Monty» tutto da ridere

L'intervista a Luca Wards fra i protagonisti del musical tratto dal film di Peter Cattaneo. Biglietti disponibili solo per lo show di sabato 14 alle 17

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Conto alla rovescia per l'arrivo di Full Monty.
Il musical tratto dal film inglese «The Full Monty», diretto dal regista Peter Cattaneo, sarà in scena all'Auditorium per tre show di fila, il 13, alle 21 e il 14 alle 21 (già sold out) mentre sono ancora disponibili i biglietti per lo spettacolo di sabato 14 alle 17. Uno spettacolo che unisce risate, ironia, improbabili spogliarelli e una certa denuncia sociale che, nella sua versione italiana, punta su attori amatissimi come Luca Ward , che abbiamo intervistato per l'occasione e Paolo Contincini , che tornano a infiammare la platea trentina dopo il trionfale successo del musical «Mamma mia!» accanto a Gianni Fantoni, Jonis Bascir, e Nicolas Vaporidis.

Luca Ward com'è stato coinvolto nel musical?

«Con Massimo Romeo Piparo, regista della versione italiana di Full Monty, abbia un rapporto che dura da quasi dieci anni. Con lui lavoro molto bene e così quando mi ha proposto questa nuova avventura, dopo quella di "Mamma Mia!" ho accettato con entusiasmo anche perché ho amato il film del regista Peter Cattaneo da cui è tratto questo musical».

«The Full Monty» è uno dei grandi successi dell'anno nel musical italiano: ve l'aspettavate?

«I teatri sono sempre pieni ovunque, anche a Trento si è aggiunta una terza data dopo il sold out delle prime due e questo ovviamente ci riempie di orgoglio e premia il nostro impegno. Siamo una bella squadra e si tratta di uno spettacolo, lo posso garantire, in cui si ride dall'inizio alla fine».

È la storia di alcuni operai inglesi rimasti disoccupati che si improvvisano spogliarellisti: come l'avete calata nella realtà italiana?

«Il nostro Full Monty è ambientato nella Torino post industriale che fa i conti con la fine di un mito. Penso che la storia di questo musical sia più attuale oggi di quando uscì il film nel 1997 perché fotografa la situazione di chi perde il lavoro come capita spesso in Italia: un Paese in cui l'industria è in una profonda crisi e ci sono tante chiusure. Noi ci ridiamo su ovviamente raccontando momenti tragici come lo è quello del licenziamento. Full Monty non parla solo di lavoro e di come ci si deve arrangiare ma fa riflettere anche sulle separazioni, sui figli condivisi e su altri aspetti del quotidiano».

I momenti clou sono quelli dello spogliarello: quanto vi diverte questa parte?

«Il nostro spogliarello è sempre molto goffo e poco professionale. Il pubblico lo sottolinea sempre con delle urla e un accompagnamento scatenato. Durante lo strip dobbiamo anche cantare un brano e ci viene da ridere guardando la platea. A questo proposito voglio sottolineare, come è stato scritto erroneamente da molte parti, che non c'è alcun nudo integrale perché questo è uno spettacolo per le famiglie. Mi piace dirlo perché, a questo proposito, si sono creati anche degli equivoci».

Uno show solo al maschile?

«No, ci sono anche tre bravissime donne che fanno tre camei semplicemente spettacolari: Elisabetta Tulli e Laura Di Mauro, già viste in "Mamma Mia!" anche a Trento e i Paila Pavese, che ha recitato al fianco di attori come Gigi Proietti e Vittorio Gassman otre ad aver prestato la propria voce a celebri personaggi di cartoni animati e film d'animazione, tra tutti Anastasia e Jessica Rabbit».

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