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Tesei e i suoi giochi mentali

sul palcoscenico di Trento

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Francesco Tesei «Il Mentalista» è pronto a giocare ancora con il pubblico trentino che aveva già avvicinato con il suo «Mind Juggler» lo scorso anno. Tesei in questo autunno 2015 lancia infatti il suo nuovo show The Game, il gioco, che presenterà stasera, 10 ottobre all’Auditorium Santa Chiara di Trento, alle 21, nell’evento organizzato dalla Showtime Agency.

Sarà proprio il controllo dei pensieri, delle scelte, e delle loro conseguenze sugli eventi, ad essere il focus di The Game , alla ricerca degli «incantesimi della mente» che permettono di fare accadere le cose come ci racconta Tesei, nato a Forlì e «mentalista» di professione, in questa intervista.
Tesei, il suo ritorno a Trento è nel segno di «The Game»: che spettacolo è?
«Con Daniel, mio coautore e braccio destro, volevamo creare uno spettacolo che fosse insieme diverso ed indipendente da Mind Juggler ma nello stesso tempo che fosse in grado di proseguire su quella formula che è stata molto apprezzata dal pubblico. Abbiamo così trovato alcuni temi specifici da esplorare secondo l’approccio di un mentalista spaziando in vari orizzonti».
Perché questo titolo?
«Negli ultimi due anni mi sono accorto che la domanda che mi veniva fatta più di frequente all’uscita dagli show era: ?Ma visto che tu sai fare tutte queste cose perché non mi dai i numeri della lotteria??. Così, da queste richieste scherzose ma non solo, sono partito a costruire ?The Game?. Come mentalista per me è affascinante l’idea del controllo in generale, delle scelte che si fanno e delle loro conseguenze. In questo caso mi sono spinto fino all’idea di controllare ciò che è per sua stessa natura e definizione la cosa più incontrollabile e imponderabile al mondo: la fortuna. Anche se la morale alla fine delle spettacolo è quella di aver sfidato sì la fortuna ma in verità stavamo sfidando noi stessi. Aggiungerei anche - sorride Tesei - che non si parla di soldi e di giochi d’azzardo ma solo di giochi della mente».
Immagino che lei punterà sempre appunto sul coinvolgimento del pubblico in sala: una formula che può essere anche rischiosa se magari sul palco qualcuno si agita?
«Anche in The Game c’è un continuo dialogo con la platea che è sempre protagonista con alcuni spettatori che nel corso dello show salgono sul palco. Molte persone magari all’inizio si agitano ma solitamente capita il contrario, forse anche per il mio approccio giocoso che non mette in imbarazzo il pubblico, c’è una grande voglia dei presenti di venire al mio fianco e a finire nelle mie spire mentali».
Avendola vista a Trento con ?Mind Juggler? abbiamo avuto l’impressione che lei giochi molto anche con l’ironia.
«Sì, perché credo che sia l’ironia che un po’ di sana autoironia possano permettermi di trasmettere al pubblico il fatto che io non voglio essere preso come un guru o una persona con degli strani poteri. Non ho delle verità in tasca che devo elargire a dei discepoli e appunto l’ironia mi aiuta ad instaurare un bel feeling con il pubblico».
Qual è il suo rapporto di artista con il web?
«Grazie a Internet si viene a contatto con chi ti segue in maniera diretta e la cosa mi diverte.
Proprio The Game è uno show nato in collaborazione con chi interagisce con me sui social network che ho coinvolto con una serie di domande le cui risposte mi sono servite per costruire lo spettacolo. In particolare c’è un momento in cui gioco con cento parole che sono state scelte con un sondaggio su Facebook».

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