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Trentini, a volte, "corro piano"

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Ha messo in fila una serie di significativi riconoscimenti il primo libro del pianista Patrick Trentini. A volte corro piano, uscito due anni fa per Reverdito editore accompagnato da un cd, si è aggiudicato nell’ ordine: il secondo premio alla IX edizione del Premio Letterario Internazionale «Montefiore», il terzo alla V edizione del Premio Letterario Internazionale «Quasimodo» e la menzione speciale alla XVII edizione del Premio Letterario Internazionale «Gerundo».

 

Nelle pagine di «A volte corro piano» Trentini racconta i legami tra l’arte e lo sport attraverso undici capitoli intrecciati con le undici tracce originali del cd. «Nel decidere di accostarmi alla letteratura, un’ambizione che avevo da tempo - racconta Trentini - ho pensato quali fossero gli argomenti sui quali avevo davvero qualcosa da dire. Mi sono così reso conto come tra la mia professione, la musica, e la mia grande passione per lo sport (in particolare la corsa e il judo) esistessero molti più punti in comune di quanto si possa pensare. Il titolo del libro è proprio un omaggio alla varietà di significati che la parola “piano” ci regala, a partire dal nome del mio strumento per passare all’elogio della lentezza ma anche al sottovoce della dinamica musicale». Parole e note perché come evidenzia Trentini: «Non me la sono sentita di “uscire” con un libro che non strizzasse l’occhio in maniera prepotente al pianoforte e per questa ragione ho deciso di includervi un cd di composizioni originali per il mio strumento. Si tratta di un’opera ?duplice?, dove ogni capitolo ha il suo brano (o viceversa), e la musica serve proprio a fare da collante e a dimostrare che la stessa storia può essere narrata con due linguaggi diversi ma affini, uno fatto di parole e uno costituito soltanto da note, silenzi, pedale, respiri, dinamiche».

Le suggestioni sono le più disparate, come appunto nel libro, spaziando dall’ ironia alla sofferenza: «La libertà dell’utente finale risiede nella possibilità di scegliere come ?fruire? del prodotto, se leggendo e sentendo assieme o separando le due cose, magari ascoltando prima il disco per immaginare cosa sarà narrato nel capitolo corrispondente, un’intuizione che in prima istanza può avvenire soltanto leggendo il titolo del brano».

 

Oltre i premi ricevuti, «A volte corro piano», già alla seconda ristampa, ha raggiunto il 3° posto nelle classifiche dei libri di musica su Amazon e il 2° tra quelli di sport su Ibs: una bella soddisfazione per l’artista che lo ha presentato in tutta Italia e pare intenzionato a proseguire su questa strada: «Oggi innanzitutto scrivo. Sto producendo molto, parole e note, senza l’angoscia di dover uscire a breve ma con la certezza che “A volte corro piano” non sarà il mio unico libro. In questo periodo da docente (insegna da ventidue anni alla Scuola di Musica in lingua Italiana della Provincia di Bolzano n.d.r.) ho dovuto confrontarmi con la didattica a distanza iniziando a raccontare la musica, sul mio canale Youtube, con lezioni pensate per i miei allievi ma che si rivolgono ad una fetta ben più ampia di persone. Mi piace questa dimensione social che userò anche in futuro per comunicare e raccontare il mio mondo».

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