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Dai giovani musicisti
«1500 secondi» di note

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1 minuto 43 secondi

La voce si leva dolce e armoniosa, sembra un canto liturgico, sacro. Invece è Il cielo in una stanza
di Gino Paoli , cantato da una giovane studentessa del conservatorio, Alice Fraccari , accompagnata dalle note di Lorenzo Abate (i due nella foto, dal video che hanno realizzato) .
Insieme hanno reinterpretato e rifatto in maniera classica uno dei brani più belli della canzone italiana. E peraltro il titolo del brano di Gino Paoli calza a pennello per questi giorni angoscianti di carcerazione domiciliare.

È, quello di Fraccari e Abate uno dei video toccanti che si possono ascoltare, ogni giorno alle 12, sui canali social del Conservatorio Bonporti di Trento (come ad esempio Facebook).
È un'idea tutta trentina per esorcizzare il numero d'emergenza 1500. I docenti e gli studenti del Conservatorio Bonporti di Trento da due settimane propongono in rete, alle 12 di ogni giorno, appunto, un appuntamento con la musica intitolato «1.500 secondi di musica». Lo spazio di 25 minuti è gestito interamente dai docenti e dagli studenti del Conservatorio. «Abbiamo voluto aprire questa finestra virtuale – dice il direttore del Conservatorio di Trento, Massimiliano Rizzoli , per non lasciare soli i nostri studenti e per far sentire la vicinanza delle nostra Istituzione musicale a tutto il territorio. È un voler continuare ad essere comunità viva, pulsante di musica e armonia - continua il direttore - per avvicinare quanti in questo momento sono distanti nel rispetto delle indicazioni delle autorità competenti».

I video proposti hanno ricevuto migliaia di visualizzazioni in questi giorni e sono diventati un appuntamento atteso per quanti seguono l'attività del Conservatorio. «Mi reputo onorato - dichiara Rizzoli - di dirigere un Conservatorio che vede una tale partecipazione di studenti e docenti al servizio dell'istruzione musicale e del territorio, in un continuo fermento di proposte, idee, attività e progettualità. Siamo stati costretti a rivedere la nostra attività didattica trasferendoci sul web, con tutte le difficoltà che, dal punto di vista dell'esecuzione strumentale, essa comporta. Continuiamo ad essere presenti e accomunati nella musica. Covid-19 passerà, speriamo presto; la musica, immortale, rimarrà. Ed è proprio la musica, nostra compagna di vita, che in questo momento ci dona una necessaria serenità».

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