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Con l'Adige al Concerto di Natale

mercoledì in Duomo

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L’Adige, il Conservatorio F. A. Bonporti di Trento e il Rotary Club Trentino Nord anche quest’anno invitano la cittadinanza al tradizionale Concerto di Natale che si terrà in Duomo mercoledì 18 dicembre alle ore 20.30.

Il titolo del concerto è Lux, perché attorno al tema della luce è costruita la serata con in programma brani di autori contemporanei.
Nella cattedrale si esibiranno l’Orchestra di Fiati del Conservatorio Bonporti di Trento diretta da Marco Somadossi, il Coro da Camera del Conservatorio Bonporti diretto da Lorenzo Donati e il Coro del Liceo Musicale Bonporti diretto da Salvatore La Rosa.
Nella prima parte del concerto ascolteremo due brani dell’estone Arvo Pärt (1935), «Morning Star» del 2007 e «Da pacem» del 2004 e due di Eriks Ešenvalds (1977), compositore lettone: «Stars» del 2011 e «O salutaris Hostia» del 2009. Con i due compositori successivi ci sposteremo negli Stati Uniti: di Morten Lauridsen (1943) verrà eseguito «O Nata Lux» del 1997 e di Erik Whitacre (1970) «Lux Aurumque» del 2010.

«Si tratta di un repertorio di immediata comprensione ed efficace godibilità, osserva Alberto Delama nelle note di presentazione, nonostante il linguaggio tecnicamente elaborato – e talvolta di difficile esecuzione.

La seconda parte del concerto coinvolge l’orchestra di fiati, il coro e la soprano solista Elena Di Marino nell’esecuzione del «Magnificat» di Andrè Waignein (1942-2015), compositore belga che ha dato importanti contributi al repertorio sinfonico bandistico. Il brano, commissionato nel 2004, ha permesso al compositore di farsi apprezzare per aspetti come “suono, armonia, vitalità, forza e ritmo alternati a momenti colmi di tenerezza e generosità».
Nella cattedrale, in preparazione delle feste natalizie, gli autori che verranno eseguiti dal Coro da Camera - osserva Delama - trovano nei programmi concertistici corali grande spazio per la loro importanza nel repertorio e la ricezione positiva da parte del pubblico». I brani esprimono il sentimento di contemplazione della luce, protagonista essenziale presente nelle vie delle città e nel calore casalingo durante il periodo delle Feste.

Il “Magnificat” - spiega Delama - è suddiviso in otto movimenti che alternano momenti di freschezza musicale a pagine più pacate e riflessive: Anima mea che apre con gioiosa solennità, In montibus hic saliens, dove il soprano solista viene sostenuto dai fiati, Quia fecit mihi magna, dove il coro torna protagonista e l’atmosfera riacquista vigore. Nel quarto movimento, Et misericordia, soprano e coro dialogano intensamente, in Fecit potentiam protagonisti sono gli ottoni con la loro forza a sostenere il coro all’unisono, nei teneri Dormi fili, affidato al soprano, ed Esurientes, con anche il coro, si prepara il finale Gloria Patri, dove il compositore mescola abilmente tutti gli elementi che avevano caratterizzato i brani precedenti.

Pur discostandosi in parte dal testo liturgico del cantico di Maria, il «Magnificat» di Waignein è chiaramente debitore delle varie esperienze anglosassoni coeve (Rutter in primis) dove il linguaggio è permeato di un’estetica che ammiccano al mondo della musica pop e jazz.

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