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I Rovere headliner mercoledì 11 dicembre del Christmas Party di Sanbaradio a Sanbàpolis

L'intervista alla band bolognese che con il suo pop rock ha conquistato gli appassionati di indie tricolore

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Un filotto di sold out in tutta Italia sta celebrando il successo dei Rovere una delle pop band rivelazione di questo 2019. Proprio i Rovere saranno gli headliner, insieme a Lemandorle, del Christmas Party di Sanbaradio in programma mercoledì 11 dicembre, alle 19.30, nel teatro di Sanbapolis in una serata che s’intreccia al contest Uploadsounds, con tre band dell’Euregio, Helianth, L’Opera di Amanda e Andy Steiner Trio, e con Suoni Universitari i cui freschi vincitori, i Blend, suoneranno in questa occasione. Ai Rovere, leggasi Nelson Venceslai, Luca Lambertini e Lorenzo Stivani,  è bastato un solo diesco, “Disponibile anche in mogano”, per farsi conoscere ma, come ci racconta il vocalist Nelson, tengono i piedi ben piantati per terra.

Con oltre 10.000.000 di play su Spotify siete una delle rivelazioni musicali di quest’anno: che effetto vi fa?

<Devo essere sincero: non pensiamo mai al fatto che stiamo avendo tutto questo successo. Non vogliamo montarci la testa ne correre il rischio di restare storditi e adagiarci sugli allori. Questo non vuol dire che non siamo contenti perché stanno succedendo cose che non ci saremmo mai aspettati nella vita , cose speciali e bellissime. Le sognavamo da sempre e vedere che stanno succedendo è quasi incredibile >.

Cosa racchiude il vostro primo cd?

<Le canzoni del disco le abbiamo scritte in due anni e quindi non può parlare di concept album anche se un tema costante si lega alle incertezze che può avere un ragazzo della nostra età. Le canzoni raccontano dei primi dubbi, delle paure di chi affronta diversi aspetti della vita per la prima volta e tanta di capire come funzionano gli ingranaggi>.

E da poche settimana è arrivato anche l’Ep “L’ultima stagione”?

<In questo caso il tema centrale è quello dell’amore e delle sue mille sfaccettature. Ci chiediamo ad esempio come si fa a capire quando l’amore non è più tale ma diventa una sorta d’abitudine oppure cosa succede quando sei innamorato di una persona ma vedi che le cose non girano>. 

Se vi chiedessero che genere fanno i Rovere cosa rispondereste?

<Noi siamo finiti nella categoria “indie Italia” che va per la maggiore oggi. Non ci siamo però mai ritenuti “indie” ovvero alternativi facciamo del sano pop rock oppure hip pop come si dice oggi. Non ci siamo mai messi a fuoco su un genere però ci piace l’immediatezza del linguaggio sonoro pop>.

Quali allora le vostre influenze , i vostri punti di riferimento?

<Abbiamo tutti e tre gusti diversi. Io ascolto Mumford & Sons, Vampire Weekend e Strokes, Luca è un fan di Ligabue, Vasco e del cantautorato italiano mentre Lorenzo è concentrato sull’indie tricolore>.

Un paio di aggettivi per definire i vostri concerti?

<Sono salterini e sudati. Ai nostri live si canta parecchio e la gente esce sempre o quasi senza voce: a volte i nostri non sembrano concerti ma partite di calcio perché ci siamo resi conto che non abbiamo dei fan ma degli ultras che urlano ogni strofa delle nostre canzoni e ballano senza sosta. Siamo curiosi di  mettere alla prova anche il pubblico di Trento mercoledì sera>.

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