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«Il nostro omaggio

a Morricone»

L'intervista a Giacomo Loprieno che dirige l’Ensemble Symphony Orchestra in concerto il 22 agosto a Merano

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Mission, Il buono, il brutto e il cattivo, La leggenda del pianista sull’oceano, C’era una volta in America e The Hateful Eight.

Sono alcuni dei film di cui Ennio Morricone ha scritto la colonna sonora e a cui rende omaggio l’Ensemble Symphony Orchestra nel concerto del 22 agosto nei Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano per uno degli eventi clou dell’estate della nostra regione. Con 500 colonne sonore, 70 milioni di dischi, sei nominations e due Oscar vinti, tre Grammy, quattro Golden Globe e un Leone d’Oro Ennio Morricone è un gigante della musica di tutti i tempi. Su questo progetto che ha fatto registrare un grande successo in tutta Italia abbiamo sentito Giacomo Loprieno, direttore dell’Ensemble Symphony Orchestra.

Loprieno, come ha preso forma questo tributo ad Ennio Morricone?

«È nato nel 2018 quando Ennio Morricone ha compiuto novant’anni. In quel momento abbiamo pensato di dare forma a questo progetto. Abbiamo subito deciso di fare una rilettura, di creare una nuova veste, un nuovo arrangiamento ed una nuova architettura ad alcuni suoi brani celebri. Dopo il debutto al Teatro Colosseo di Torino abbiamo fatto 56 date sold out su e giù per la Penisola e all’estero con oltre sessantamila spettatori paganti. Direi quasi numeri da rock».

Su quali composizioni del vasto repertorio del grande maestro avete puntato?

«Ne abbiamo scelte dodici secondo un criterio semplice: quelle che piacevano a noi, che erano nel nostro immaginario di musicisti e appassionati di cinema e quelle più note al grande pubblico come “C’era una volta il West” o “Mission”. Sul palco accanto a me ci sono quaranta elementi tutti solisti e abbiamo creato una dimensione morriconiana, direi quasi cameristica ».

Oltre ai musicisti c’è l’attore Matteo Taranto: qual è il suo ruolo nello spettacolo?

«Matteo Taranto è un giovane attore di grande talento: l’ho scelto perché lui ha la duttilità di far calare in venti secondi lo spettatore nell’atmosfera di un film. Non bisogna dimenticare infatti che buona parte del pubblico non ha visto i film ai quali Morricone ha legato le proprie composizioni, ne conosce le musiche ma non la vicenda».

Qual è per lei l’unicità di Ennio Morricone?

«Ci sono delle melodie che rimangono immortali e sono capaci di superare le vicende per le quali sono state scritte: è questo il caso della maggior parte dei brani di Morricone, autore di melodie che sopravvivono alle pellicole e che sono entrate nell’immaginario collettivo di diverse generazioni oltre la narrazione dei film appunto».

Fra le colonne sonore dei film che avete scelto, quale la emoziona maggiormente?

«Direi “Nuovo cinema paradiso” che per me ha una melodia unica e magica capace di arrivare dritta dritta al cuore, all’anima».

Il suo film preferito accompagnato dalle musiche di Morricone?

«Su tutti “The Hateful Eight” diretto da Quentin Tarantino».

E quelli che le sembrano conquistare maggiormente il pubblico?

«La prima parte del concerto che dedichiamo agli anni ‘60 e ai grandi western porta inevitabilmente alla commozione molti spettatori mentre la seconda è più poetica con film più evocativi come “La leggenda del pianista sull’Oceano” e “Nuovo cinema paradiso”.

Ognuno ha il suo Morricone e il suo immaginario legato a lui».

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