Salta al contenuto principale

Danilo Sacco racconta "Gardè"
al centro del live del 10 aprile a Mezzolombardo

Il cantante piemontose ritorna in Trentino con un disco impegnato e ricco di riferimenti legati al nostro presente

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
3 minuti 30 secondi

C'è tanta voglia di raccontare il nostro difficile presente, lo si capisce anche dalla title track "Gardè", dedicata al sindaco di Riace Mimmo Lucano, nel nuovo cd di Danilo Kauken Sacco. Un lavoro ricco di significati, per un disco che un tempo si sarebbe definito "militante". quello dell'ex voce dei Nomadi che torna in Trentino il 10 aprile al Teatro S. Pietro di Mezzolombardo. "Gardè", come ci racconta il cantante astigiano, è una fotografia di un mondo che si può ancora provare a cambiare anche grazie alla musica, alle note, alle canzoni.

Sacco, com'è nato un disco ricchissimo di sfumature come "Gardè"?

"Dopo quattro anni dal mio lavoro precedente avevo urgenza di raccontare quello che avevo dentro. Stiamo vivendo in un'epoca molto oscura, con forti spinte a tornare indietro che vengono affrontate più che con la voglia di reagire con un preoccupante immobilismo. Da qui l'idea di fare un disco se vogliamo militante, impegnato, di raccontare con le mie canzoni quello che succede nel mio, nel nostro tempo".

E questo titolo che rimanda al sindaco di Riace, Mimmo Lucano, diventato simbolo di solidarietà e che guarda al dramma degli sbarchi e dell'emigrazione?

"Mimmo Lucano è un esempio concreto di solidarietà e impegno sociale, una persona che ci spinge a riflettere sulla nostra umanità. II tema dei migranti è diventato per molti politici una scusa per non parlare di altri problemi, per nasconderli. Invece di affrontare le questioni legate alla disoccupazione, alla poca sicurezza sul lavoro, ai tagli alla sanità ,si alzano di continuo cortine fumogene legate a questi disperati che approdano nel nostro Paese. Il fatto poi che gli italiani siano stati e, siano ancora a leggere i numeri un popolo di migranti dovrebbe farci riflettere ancor di più".

Dal punto di vista musicale che disco è?

"Lo definirei un bel minestrone: ci ho infilato tutto quello che avevo voglia di metterci, come fecero i Clash con il loro capolavoro "Sandinista". In "Gardè" c'è del folk, c'è del rock e anche del punk fra testi d'amore accanto ad altri più violenti, con parole che fanno sognare e pensare".

Fra i brani "Amico mio" legato a due leggende del rugby quali il sudafricano Joost Van Der Westhuizen e il neozelandese Jonah Lomu.

"Sono un grande amante del rugby e nel rapporto fra questi due campioni ce lo spirito vero di questo sport e nello stesso tempo la loro è la storia di una straordinaria amicizia. Questi due atleti hanno dimostrato che non erano importanti la vittoria e la sconfitta ma piuttosto l'onore e il loro rapporto da avversari - amici sul campo come racconta anche il film «Invictus» diretto da Clint Eastwood".

 

Fra i rimandi sportivi del cd mi ha colpito quello dedicato ad un fuoriclasse come George Best.

"Credo che George Best fosse un campione meravigliosamente umano. Un fenomeno assoluto, forse il più grande genio della storia del calcio. In un periodo in cui lo sport e il calcio sono pieni di atleti macchina George Best ti riconcilia ancora con la passione per il pallone che rotola e con la vita".

Chiudiamo con il live: cosa proporrà alla gente trentina?

"Sul palco saremo in cinque fra le canzoni di "Gardè", alcuni pezzi che ho creato con i Nomadi come "Sangue al cuore" e "Voglio vivere" e l'omaggio a Massimo Bubola e Francesco Guccini".

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy