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Addio a Teresa Battan

con «La Strada Bianca»

regina della musica trentina

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Ha trasformato la Trento sonnolenta degli anni pre-università in un luogo dove ci si poteva divertire, si ballava, si socializzava. Perché è stata l’anima dell’epoca d’oro del Pedavena, la grande birreria che a lungo ha rappresentato il fulcro della mondanità trentina.

Teresa Battan se n’è andata l’altroieri in punta di piedi. Aveva 86 anni e si è portata con sé l’allegria e quella risata grassa contagiosa. E che non è mai uscita dai vent’anni, rimasta ancorata ad una simpatia caciarona mai scalfita dalle difficoltà della vita perché alimentata da una passione fortissima: la musica. Trento e il Trentino, certo, non sono mai stati Romagna, non c’erano le balere ma bastava un locale e la band giusta per trasformare una città in un paradiso del liscio. Ecco allora che a spopolare, negli anni «anta» e giù di li, c’era «Teresa e la Strada Bianca», i Casadei in salsa trentina che riempivano le serate e le nottate. In giro, nei bar, nei ristoranti della regione, «obbligando» gli astanti a mollare la sedia per avvinghiarsi in quei balli che hanno fatto la storia e costruito famiglie.

Quelli coi capelli bianchi da un pezzo si ricorderanno più di tutto del Pedavena, si lasceranno scappare una lacrimuccia di commozione. Perché con Teresa e la sua voce suadente c’era un altro peso massimo della musica da festa di allora: Ugo Gorgazzini.

Fisarmonica o tastiera che fosse, bastava amalgamarla con il canto di Teresa e la birreria diventava il centro del mondo. Essere altrove non aveva senso.« La Strada Bianca», d’altro canto, era un modo di vivere e stare insieme, divertirsi con poco, nel senso di soldi, ma con una professionalità da palchi prestigiosi. E la Trento dell’epoca d’oro si è sempre tuffata volentieri in quella spensieratezza da balera che lasciava le preoccupazioni a casa, tanto per tradurre una sorta di inno tirolese alla birra.

Si diceva dell’amore per la musica di Teresa, talmente forte da averlo trasmesso senza pressioni ai figli, i Dalla Pellegrina, curiosamente entrambi batteristi professionisti: Gastone, anni di tournée europee con i migliori gruppi, e Cristiano, «picchiatore» da palco talmente efficace da aver stregato perfino i Negrita che l’hanno voluto con loro. Un mestiere pulsante, insomma, come pulsante è stato il cuore di mamma, cantante sì ma compagnona anche solo per un fugace aperitivo, portavoce inconsapevole di una Trento che sfatava il luogo comune di città musona.

I funerali domani, giovedì, alle ore 15, al Cimitero di Trento.

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