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I Guano Padano sonorizzano «Coeur Fidèle»

La nostra intervista alla band che il 25 gennaio sarà a Sanbàpolis per musicare il film muto del 1923

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Guano Padano

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Nasce da una partnership fra la rassegna musicale «Transiti», curata da Alberto Campo per il Santa Chiara, e il Museo Nazionale del Cinema di Torino l’evento fra musica ed immagini proposto, il 25 gennaio, al Teatro Sanbàpolis.

Saranno i musicisti del gruppo Guano Padano a sonorizzare dal vivo il film muto Coeur Fidèle, melò sperimentale firmato nel 1923 dal regista francese Jean Epstein.

Dietro il nome di Guano Padano c’è il mondo sonoro di Danilo Gallo (basso), Alessandro «Asso» Stefana (chitarra) e Zeno De Rossi (batteria), questi ultimi in forza anche alla band di Vinicio Capossela che hanno dato vita ad uno dei progetti sonori più creativi dell’ultimo decennio. Proprio con Alessandro Stefana abbiamo tracciato le coordinate di questo speciale set dei Guano Padano.

Come ha preso forma il progetto musicale legato alla sonorizzare dal vivo il film muto «Coeur Fidèle»?

Siamo stati contattati direttamente dal Museo del Cinema di Torino che ci ha lanciato questa proposta di sonorizzazione.

Come avete intrecciato la vostra musica a queste immagini?

Ci sono alcuni temi ispirati alle immagini del film che si mescoleranno a momenti più improvvisativi anche solistici, d’altra parte le sperimentazioni di montaggio del film si prestano anche ad una dose di sperimentazione musicale.

Qual è l’aspetto che più vi ha suggestionato di questa pellicola del 1923?

I primi piani, le inquadrature, le esposizioni multiple e come dicevo la sperimentazione del montaggio molto incalzante come nella bellissima sequenza della giostra.

La vostra dimensione di musicisti è sempre stata cinematica come testimoniano anche le parole di Joey Burns dei Calexico, che vi avvicina a colonne sonore ideali per Fellini, Jarmusch e soprattutto Sergio Leone.

In realtà il progetto Guano Padano non è nato con l’idea di essere un progetto legato alla cinematografia, ma ha sempre evocato un forte richiamo ad un certo tipo di cinema.

È molto creativa ed interessante l’operazione che avete fatto con il disco «Americana» legato alla fondamentale antologia di Elio Vittorini: da dove questa idea?

Siamo tutti appassionati di questo tipo di letteratura, ma l’idea di costruire un album attorno a questo è venuta a Nicoletta Montella (filologa nonché moglie di Zeno De Rossi). Ogni brano è l’immagine filtrata e la traduzione in musica di emozioni suscitate dagli scritti di John Steinbeck, Sherwood Anderson, John Fante ed altri ancora selezionati da Vittorini che nel primo quarantennio del ‘900 ne tradusse gli scritti.

Cosa c’è all’orizzonte per i Guano Padano?

Uscirà a breve un nuovo Ep in collaborazione con Sam Amidon, cantautore americano con il quale speriamo di presentare questo lavoro dal vivo il più possibile.

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