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Da tutta Italia a Trento

per il concerto dei Musical Box

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Ha già superato quota seicento il numero di biglietti staccati in prevendita per il concerto dei «The Musical Box», con il loro omaggio ai Genesis di lunedì prossimo, 14 novembre, all’Auditorium S.Chiara. Per assistere al concerto della band canadese che sarà in Italia per due sole date (oltre a Trento anche al Politeama Genova) con il tour Selling England by the Pound  (Black Show Version) stanno arrivando infatti tantissime richieste da ogni parte della Penisola. Di questo live e del grande successo dei The Musical Box abbiamo parlato con Sebastien Lamothe bassista del gruppo.

Sebastien, da dove nasce la vostra passione per i Genesis?

Posso raccontarti la mia, quando da adolescente e giovane musicista desideroso di scoprire cose nuove mi hanno fatto conoscere la musica dei Genesis della loro prima produzione e devo dire che sono stato  profondamente toccato.

Anche in Canada allora era nota la formazione inglese?

Vengo dal Quebec, la parte francese del Canada, e, proprio come per l’Italia, i Genesis hanno avuto un legame speciale con questa terra. La mia passione per loro è diventata sempre più forte quando mi hanno fatto conoscere le loro leggendarie performance live. Purtroppo ero troppo giovane per vederle dal vivo e, quindi, l’unica opzione rimasta per rivivere questa esperienza è stata quella di ricrearla. Da allora, tutto quello che abbiamo appreso sui  Genesis ha solo amplificato questa passione. È difficile per me capire il genio di questi 5 ragazzi ventenni, ed è per questo che stiamo ancora cercando di catturare con umiltà la loro essenza.

Parliamo del live show che presenterete in Italia con:  come mai avete scelto «Selling England by the Pound»?

Anche se abbiamo fatto molte cover dei Genesis nei primi spettacoli, abbiamo sempre considerato “Selling England by the Pound” come la quintessenza dei vecchi live dei Genesis, uno spettacolo in cui la teatralità incontra la musica rock con una presentazione visiva multimediale. Da fan, è sicuramente uno dei nostri album preferiti e comprende pezzi come The Musical Box, Supper’s Ready  e The Cinema show. Le immagini sono anche ossessionanti, come Watcher of the skies con la maschera a forma di fiore di Willow Farm che Gabriel indossava vengono proprio da questo lavoro. È una spettacolare e commovente esperienza, a mio parere mai eguagliata. In questo tour proponiamo una versione speciale di quell’album chhe chiamiamo Black Show presentato dai Genesis in America nel 1974.

Il vostro gruppo non dà solo grande cura alla musica ma anche a tutti gli aspetti dello show dai costumi alle luci: un lavoro certosino.

Questo è il 4° capitolo Selling England che proponiamo nel corso degli anni e non abbiamo mai veramente smesso di lavorare sulla produzione, di trovare sempre nuove informazioni sullo show scoperte spulciando tra la copertura stampa degli anni ’70, i filmati super 8 i, foto o bootleg che ci portano i fan. Vogliamo rappresentare lo spettacolo nel modo più preciso e autentico possibile. Abbiamo ricevuto un sacco di aiuto e di sostegno da parte dei membri dei Genesis e membri dello staff del tempo, abbiamo anche ricevuto un invito alla Farm, lo studio dei Genesis, per ascoltare le registrazioni dell’album originale.

Ma qual è l’aspetto più difficile in questa operazione di riscoperta della musica dei Genesi legati a Peter Gabriel?  

Ovviamente ogni volta le incredibili difficoltà di esecuzione, sia musicali che  tecniche di un tale spettacolo, circondato da vecchie attrezzature d’epoca pronte a rompersi in qualsiasi momento mentre ci esibiamo di fronte ad una folla entusiasta ma allo stesso tempo molto educata... Sentiamo comunque molta pressione.

Ho letto che sia Gabriel che Phil Collins si sono complimentati in più occasioni con voi

Si è vero e siamo lusingati e sollevati del fatto che i membri Genesis apprezzino i nostri sforzi e che abbiano anche visto il nostro show anche se li costringiamo a rivivere  il loro passato e corriamo il rischio di riportare a galla reminescenze di un periodo tumultuoso della loro vita.

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