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Per ricordare Carlo Battisti

attore di Vittorio De Sica

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È in programma oggi alle 16.30 nella sala degli Affreschi della Biblioteca comunale di via Roma un incontro dedicato a Carlo Battisti (Fondo 1882 - Empoli 1977), linguista e bibliotecario, attore per caso, regista per vocazione, che divenne famoso negli anni ’50 soprattutto grazie a Umberto D, il grande film del grande Vittorio De Sica.

L’appuntamento si svolgerà in tre fasi: alle 16.30 la presentazione del libro di Fiorella Bonafede intitolato Il cinema di Carlo Battisti, con la proiezione di qualche minuto del documentario di toponomastica alpina Il Catinaccio - Der Rosengarten (regia di Carlo Battisti, fotografia e montaggio di Giuseppe Sandri), del quale parlerà anche Silvio Celli dell’Associazione Palazzo del Cinema - Hiša filma di Gorizia, che ne ha curato il restauro.

Infine, alle 17.30, la presentazione del libro Carlo Battisti linguista e bibliotecario a cura di Mauro Guerrini, Alessandro Parenti e Tiziana Stagi. Interverranno Fabrizio Leonardelli, già direttore della Biblioteca comunale di Trento, e due autori, Mauro Guerrini e Alessandro Parenti.
Nel primo libro viene ricordato come fu coinvolto nel 1951 da
Vittorio De Sica per il ruolo di protagonista nel film Umberto D. Alla soglia dei settant’anni il professore entra in un mondo per lui sconosciuto e la sua indole di studioso lo porta a trasformare questa esperienza in un’occasione di ricerca e di creazione: nell’arco di cinque anni, dal 1951 al 1956, Battisti indossa anche le vesti di critico e di teorico del cinema, fino a diventare autore di un documentario. Il libro di Fiorella Bonafede ricostruisce quell’incontro e i suoi fecondi sviluppi, indagando per la prima volta gli illuminanti scritti di Battisti sulla teoria del linguaggio cinematografico.

Chi fu Carlo Battisti? Un linguista e bibliotecario. È stato, ed è considerato tuttora, uno dei maggiori linguisti italiani ed è entrato nella storia del cinema come protagonista del film Umberto D. di Vittorio De Sica. La sua lunga e intensissima attività fu per larghi tratti divisa fra la linguistica e la biblioteconomia, fin dagli esordi all’Università di Vienna. A Firenze Battisti ha insegnato Storia comparata delle lingue romanze e Biblioteconomia e Bibliografia alla Scuola per bibliotecari e archivisti paleografi, di cui fu anche direttore.

Una volta pensionato finì a Bari per aprire una scuola universitaria di Glottologia. È stato l’interprete più acuto del ladino. Gli otto studi qui pubblicati in «Carlo Battisti linguista e bibliotecario» ne ricostruiscono il profilo biografico e intellettuale e portano alla luce una serie di documenti inediti. Il volume è completato da una appendice iconografica.

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