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A Bologna la grande mostra

Foto/Industria «Tecnosfera»

da Ghirri a Kertesz a Linke

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Fotografare la «tecnosfera». Industrie, infrastrutture, immobili: decine di miliardi e miliardi di tonnellate, opera della mano umana, che gravano sulla crosta terrestre tanto da meritarsi questo neologismo, coniato dal geologo Peter Haff nel 2013. E proprio a questo incessante «costruire» e alla sua relazione con l’uomo, è dedicata la quarta edizione di «Foto/Industria 2019», la Biennale di Fotografia dell’Industria e dal Lavoro promossa e organizzata dalla Fondazione Mast a Bologna fino al 24 novembre.

A partire dalla fortunatissima «Anthropocene» nella sede del Mast (il nuovo museo privato bolognese), sono undici le mostre in programma, distribuite in location di pregio in tutto il centro storico.

I numeri della manifestazione colpiscono: oltre 430 le fotografie esposte, con 16 proiezioni video, un film e decine di appuntamenti tra convegni, presentazioni, concerti e incontri. La direzione artistica è affidata a Francesco Zanot, su stimolo di Isabella Seràgnoli, presidente della Fondazione Mast.

«Vogliamo far riflettere di nuovo su ciò che è accaduto e sta accadendo nel mondo: è una nostra responsabilità - sottolinea Seràgnoli -: La fotografia non è solo il risultato di un’esperienza estetica, ma anche un oggetto che suscita continue domande».

Tra i nomi, spiccano quelli di Luigi Ghirri e Andrè Kertesz: del primo verranno mostrate le sue «Prospettive industriali», quattro commissioni per marchi come Ferrari, Costa Crociere, Bulgari e Marazzi (nei sotterranei di Palazzo Bentivoglio), del secondo la serie ‘Tires/Viscosè, due reportage degli anni quaranta tra le industrie dell’America più profonda (alla Fondazione Carisbo).

Le altre mostre, invece, saranno dedicate ad Albert Renger-Patzsch («Paesaggi della Ruhr» in Pinacoteca), Lisetta Carmi («Porto di Genova» all’Oratorio di Santa Maria della Vita), Armin Linke («Prospecting Ocean» alla Biblioteca Universitaria), Dèlio Jasse («Arquivo Urbano» alla palazzo Paltroni), David Claerbout («Olympia» a palazzo Zambeccari), Yosuke Bandai («A certain collector B» al Museo della Musica), Stephanie Syjuco («Spectral City» al MamBo) e Matthieu Gafsou («H+» a palazzo Pepoli Campogrande).

Il resto del programma è disponibile sul sito www.fotoindustria.it, dove consultare nel dettaglio il cartellone di incontri, performance, concerti, proiezioni, workshop e visite guidate. Gli ingressi saranno tutti gratuiti.

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