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Premio Rigoni Stern:

ecco i dieci finalisti

(non c'è nessun trentino)

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Il larice era l’albero preferito di Mario Rigoni Stern e ai larici sopravvissuti alla tempesta Vaia è dedicata la nona edizione del Premio Mario Rigoni Stern per la Letteratura Multilingue delle Alpi, presentata al Salone del Libro di Torino dal presidente del Comitato promotore, Sergio Frigo, il quale ha anche comunicato la short list dei 10 libri selezionati.

Il Premio si svolgerà in due tranche, la mattina del 15 giugno a Palazzo Labia a Venezia e la mattina del 16 al Teatro Millepini di Asiago. Il tema generale che sarà affrontato dai relatori e negli intermezzi musicali verterà proprio sulle distruzioni dei boschi del Nordest nello scorso ottobre e sulla loro ricostruzione. In particolare a Venezia, dopo i saluti istituzionali, si terranno le conferenze di Sara Luchetta (ricercatrice della facoltà di Lettere a Padova e studiosa di Mario Rigoni Stern) sul rapporto uomo-boschi-natura nell'opera dello scrittore asiaghese, e di Daniele Zovi (già comandante del Corpo Forestale del Veneto e autore di un recente volume sugli alberi) incentrata sulla riforestazione dei boschi distrutti sull'Altopiano, nel Bellunese e in Trentino.

Per la parte musicale sarà presentata un'anteprima della cantata “Le nevi di Mario Rigoni Stern” del musicista veneziano Claudio Ambrosini, già Leone d'Oro alla Biennale Musica, affidata al Coenobium Vocale di Piovene Rocchette, diretto da Maria Dal Bianco, con Margherita Stevanato voce recitante e Matteo Liva al pianoforte. Seguiranno le premiazioni e le interviste al vincitore e ai segnalati. Accanto al premio letterario viene attribuito anche quest'anno un riconoscimento al Guardiano dell'Arca, cioè a una persona o un'associazione che si sia distinta nella salvaguardia e valorizzazione della montagna.

 Il giorno dopo ad Asiago la cerimonia vedrà invece gli interventi di Marco Paolini e Gianfranco Bettin, vincitori dell'ultima edizione del Premio, e un concerto del coro Il Bell'Humore di Padova, incentrato sempre sui temi dei boschi e della montagna. 

Intanto nei giorni scorsi la giuria del Premio, composta da Ilvo Diamanti, Marco Albino Ferrari, Paola Filippi, Mario Isnenghi e Daniele Jalla, col coordinamento di Margherita De Tomas, ha selezionato i dieci libri finalisti, scelti fra i 59 presentati.

 

Ecco l'elenco in ordine alfabetico:

Marco Balzano “Resto Qui” (Einaudi)

Francesco Casolo e Michele Freppaz “I Giorni della Neve” (DEA)

Elisa Cozzarini “Radici Liquide” (Nuova Dimensione)

Massimo Donati “Giochi Cattivi” (Feltrinelli)

Noemi Lerch “La Contadina” (trad. A. Allenbach, Capelli)

Paolo Malaguti “Lungo la Pedemontana” (Marsilio)

Annalina Molteni “Il Walser dell'Imperatore” (Magazzeno Storico Verbanese)

Luis Oreiller e Irene Borgna “Il Pastore di Stambecchi” (Ponte alle Grazie)

Claudio Rigon “La Strada delle Gallerie” (CAI Schio)

Sylvie Schenk “Veloce la vita” (trad. F. Filice, Keller).

Il Premio, aperto a tutte le lingue dell’Arco Alpino, viene promosso e sostenuto da Ars Venandi, dalla famiglia Rigoni Stern, dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Regione Veneto, dai Comuni di Asiago e di Riva del Garda, da Riva del Garda Fierecongressi, dal Museo degli usi a costumi della gente trentina, da Federcaccia, della Banca di Trento e Bolzano e dalla Cassa di Risparmio del Veneto, a voler sottolineare, nel nome di Mario Rigoni Stern, la fratellanza ideale tra le montagne e le popolazioni del Veneto e del Trentino, con un gemellaggio culturale imperniato ai valori del rispetto dell’ambiente e di chi lo abita.

 

 

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