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L'affresco di palazzo Geremia

come un «fumetto» sulla visita

di Maximilian a Trento nel 1501

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Domani, martedì 2 aprile, alle ore 17.40 a Trento, nell’Aula 7 del Dipartimento di Lettere e Filosofia (Via Gar, 14), si terrà il quarto e ultimo appuntamento del ciclo di incontri “Trento città dipinta”, organizzato dalla sezione trentina di Italia Nostra insieme al Dipartimento e in collaborazione con la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia.

Hanns-Paul Ties, dottore di ricerca in storia dell’arte e curatore del Museo dell’Abbazia di Novacella (Bressanone), terrà una relazione dal titolo «Sull’arte della scalata sociale. La visita di re Massimiliano I a Trento nell’ottobre 1501 e gli affreschi della facciata di Palazzo Geremia». L’incontro sarà moderato da Salvatore Ferrari, storico dell’arte, funzionario della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento e consigliere della sezione trentina di Italia Nostra.

La triplice raffigurazione di re Massimiliano I sulla facciata di Palazzo Geremia in via Belenzani a Trento, risalente a inizio Cinquecento e commissionata dal mercante Giovanni Antonio Pona, è stata tradizionalmente interpretata come generico accenno alle frequenti visite di Massimiliano nella città vescovile e come prova che il sovrano avesse alloggiato nello stesso palazzo. Secondo una recente ipotesi, il dialogo raffigurato in uno dei riquadri tra il re e due cardinali allude al convegno diplomatico, avvenuto a Trento nell’ottobre del 1501, tra Massimiliano e il cardinale Georges d’Amboise, primo ministro del re di Francia Luigi XII. Tuttavia, secondo i resoconti di vari ambasciatori e altre fonti archivistiche, in occasione di questo e dei suoi altri soggiorni a Trento, Massimiliano era solito alloggiare al Castello del Buonconsiglio, dove ebbe luogo anche il convegno diplomatico.

La raffigurazione del re negli affreschi della facciata di Palazzo Geremia richiede pertanto una spiegazione alternativa: attraverso la rappresentazione di Massimiliano e di alcuni esempi di virtù tratti dalla storia antica, l’intento principale di Pona era probabilmente quello di manifestare pubblicamente l’ascesa sociale raggiunta nella cerchia del re e di incentivare un ulteriore avanzamento di carriera – sia al servizio di Massimiliano che delle autorità e delle istituzioni civiche. A Trento, Massimiliano giunse anche il 3 febbraio 1508, diretto a Roma, per essere là incoronato da Papa Giulio II, ma la strada gli era sbarrata dalla Repubblica di Venezia. Il giorno successivo si recò allora in duomo, dove si fece proclamare imperatore dal suo cancelliere, il vescovo Matthäus Lang.

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