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A Torre Mirana l'etereo riflesso dell'anima

In mostra le opere di cinque fotografi

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Una fotografia di Enrico Fuochi in mostra a Torre Mirana

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Torre Mirana a Trento ospita la rassegna fotografica Il corpo e l’anima, con scatti di Carlo Ferrara, Enrico Fuochi, Michela Goretti, Crazyclick e Laura Zinetti e curata da Enrico Fuochi.
Evidenziando lo stile personale di ognuno dei cinque autori selezionati e della loro interpretazione tematica tramite il medium fotografico, la rassegna vuole proporre in una chiave di sapore surrealista una serie di immagini che, nella loro totalità e integra materialità, lasciano trasparire una visione più profonda dell’io interiore.

Il susseguirsi delle immagini, senza un legame apparente e senza una successione logica, vogliono portare l’osservatore ad una riflessione sul legame del materiale con l’etereo. Questo avviene in ogni manifestazione del corpo: dal suo rapportarsi con il territorio e con la quotidianità fino alle sue visioni oniriche.

Questa raccolta di immagini costituisce una costellazione di micro-narrazioni connesse tra loro tra memoria episodica, gestuale ed a volte biografica.

Marcata è la prevalenza dell’aspetto concettuale, sempre più assente nelle attuali rassegne fotografiche nelle quali viene frequentemente privilegiata una tematica basata sulla realtà paesaggistica e di territorio; e questo avviene in un mondo contemporaneo in cui il ruolo della fotografia, usata più come frenetica propaganda che come arte, è cambiato drammaticamente a discapito di una fotografia creativa e che permetta all’autore di esprimere, senza legami e con un automatismo psichico puro, il reale funzionamento del suo pensiero.

Fuochi, curatore della rassegna, bolognese d’origine, ma ormai trentino da anni, è impegnato nell’utilizzo delle immagini non come mera rappresentazione del reale, ma come racconto dell’onirico, dell’anima, anche attraverso immagini fugaci capaci di cogliere l’attimo nel deserto attuale delle relazioni umane.

Le immagini dei cinque autori, pur evidenziando tecniche diverse, sono legate tra loro da un unico processo creativo, quasi ad evocare il metodo del cadavre exquis usato dai primi surrealisti; portano però tutte perentoriamente ad una interpretazione soggettiva della realtà e non ad una sua rappresentazione.

L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 9 dicembre, dal martedì alla domenica, dalle 16 alle 19.

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