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Vanzina e "Lockdown all'italiana", 

scoppia la polemica: era il caso?

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Molte firme dei giornali si misurano, anche in prima pagina, sulla legittimità di un film come
Lockdown all'italiana prima volta alla regia di Enrico Vanzina , mentre la polemica divampa anche sui social. L'interrogativo è: si può scherzare, mettere in commedia, una tragedia come quella del Covid-19? Enrico Vanzina va in sala il 15 ottobre con Medusa, conquista anche una pubblicità nimmaginabile. 


Antonello Piroso su «La Verità» fa bene a ricordare l'ovvio: grandi commedie su grandi disastri ci sono sempre state, basti pensare a «La grande guerra» di Mario Monicelli o a «La vita è bella» di Roberto Benigni. C'è invece chi la butta sul ridere come Guia Soncini che su Linkiesta parla di «invidia dei twittaroli»: «Mentre noi - dice - ci baloccavamo con l'idea di una sceneggiatura sulla convivenza forzata durante la pandemia, il regista lo aveva già scritto, girato, montato. Il genio è velocità di esecuzione». Nello Ajello su «Il Messaggero» parla invece di «ipocrisia», della volontà anche politica di fare un distinguo tra nord e sud, ovvero «noi abbiamo sofferto di più e così ci spetta il monopolio dell'argomento» .
E mentre i social si dividono, come capita su ogni argomento, tra odiatori e salvifici, ci si mette pure Lisa Melidoni, la vedova di Carlo Vanzina scomparso due anni fa, che attacca il cognato Enrico al grido di vergogna: «Questa è un'altra Vergogna di questo Paese che distribuisce uno schifo del genere». Approfittarsi di un periodo storico drammatico che ha causato e continua a causare morti, non ha ragione di esser visto, ma disprezzato nel suo intento di cavalcare non solo la morte di mio marito per farsi pubblicità, ma il dolore di milioni di persone».
Considerando, infine, che il Covid è stato cavalcato da tutti - da Salvatores (Viaggio in Italia) a Michael Bay (Songbird) fino a Kevin McDonald (Life in a day 2020) - non si capisce il perché «Lockdown all'italiana» con la storia di due coppie costrette a trascorrere la quarantena in casa, possa fare tanto scalpore. Da una parte troviamo Giovanni ( Ezio Greggio ), elegante avvocato cinquantenne che sta leggendo il giornale in una salone fitto di quadri mentre Mariella ( Paola Minaccioni ), sua moglie, è piena di buste: ha svaligiato i negozi più chic di via Condotti.
Dall'altra, un modesto bilocale in periferia: Walter ( Ricky Memphis ), cinquantenne in tuta, sta infilando in uno zainetto degli abiti sportivi e un paio di scarpe da football e parla con Vanessa ( Martina Stella ), la sua compagna, una trentacinquenne vistosa che sta tirando fuori dalla lavatrice il bucato. Lei è seccata e gli chiede se ha fatto programmi per la futura estate e lui replica senza vergogna: «I soliti tre giorni di ferie a Ferragosto sulla spiaggia libera di Focene».

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