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Gassman e Bentivoglio gay

nel nuovo film commedia

padri di famiglia che s'innamorano

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«Croce e Delizia» di Simone Godano, con Alessandro Gassmann e Fabrizio Bentivoglio, porta in commedia una coppia gay senza cadere nei soliti stereotipi della macchietta, nelle facili mossette e vezzi da manuale, come in una sorta di «anti-vizietto» quaranta anni dopo il film di Èdouard Molinaro.

Il film, in sala dal 28 febbraio in circa 400 copie distribuite da Warner Bros, parte proprio come «Ferie d’agosto» di Paolo Virzì con l’incontro-scontro durante una vacanza di due famiglie che più diverse non potrebbero essere, solo che nel caso di «Croce e Delizia» la convivenza non è affatto casuale.

Da una parte, in questa enorme villa sul mare vicino Gaeta, ci sono i Castelvecchio, eccentrici, radical chic, narcisisti, disuniti quanto basta. Dall’altra, i signori Petagna che sono il loro opposto: gente popolare, «de core» (come si dice a Roma), affiatata, e con valori tradizionali, strettamente conservatori.
Come mai queste due famiglie così diverse si ritrovano a trascorrere le vacanze estive insieme? Il fatto è che i rispettivi capifamiglia, Tony (Bentivoglio) mercante d’arte con famiglia allargata e Carlo (Alessandro Gassmann) commerciante di pesce, hanno un segreto da rivelare.

Dopo una lunga militanza etero si sono innamorati l’uno dell’altro e vogliono addirittura sposarsi.
Ma come fare a dirlo senza scardinare gli equilibri delle rispettive famiglie? Soprattutto come dirlo alla fragile primogenita di Tony, Penelope (Jasmine Trinca), e a Sandro (Filippo Scicchitano) figlio molto macho di Carlo, per non parlare dell’ultimogenito Diego, poco più di un bambino.

Tra scontate incomprensioni, lessicali e culturali, e la voglia di mandare all’aria tutto da parte di alcuni componenti delle due famiglie, si avvicina inesorabile la data del matrimonio. Nel frattempo l’amore tra Tony e Carlo, pur essendo in commedia, non sembra quasi più trasgressivo.
«La mia principale mission - spiega oggi a Roma il regista - era rendere credibile la storia di questi due uomini e di metterla in scena senza giudicarla. Volevo stare dalla parte di tutti i personaggi - continua Godano - fare una commedia mai caricaturale».

Fabrizio Bentivoglio non nasconde, invece, la sua vocazione alla sfida: «Questo ruolo era la classica patata bollente e a me sono sempre piaciute. C’era poi il grande rischio di cadere nello stereotipo, nella macchietta, una cosa non facile».

Anche per Gassmann questo film è una sfida: «Appena ho letto la sceneggiatura ho capito che era un personaggio che non avevo mai fatto e mi dava la possibilità di misurarmi con la pacatezza e la semplicità di pensiero propria a Carlo. Un uomo che sembra non avere alcun difetto, tranne ovviamente quello di essere laziale».

Nel cast del film anche: Lunetta Savino, Anna Galiena, Rosa Diletta Rossi e Clara Ponsot.

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