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Stasera alla Bookique la presentazione del low fantasy “Canto dell’acqua" firmato P.D. Blacksmith

Il volume delle due sorelle trentine pubblicato da Giunti chiude la trilogia “B - loved” ambientata nelle Dolomiti e iniziata nel 2014

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E’appena uscito per i tipi della Giunti in versione digitale e cartacea,“Canto dell’acqua” il terzo, e ultimo, capitolo, della saga low fantasy “B - loved” ambientata nelle Dolomiti trentine. Una trilogia firmata da due scrittrici della nostra provincia che si nascondono dietro lo pseudonimo di P.D. Blacksmith iniziata nel 2014 proprio con “B-loved” e proseguita due anni dopo con la pubblicazione di “Abisso”. Il libro “Canto dell’acqua” verrà presentato in forma di reading da Margherita Taras oggi, martedì 28 gennaio alle 21, alla Bookique e martedì prossimo, 4 febbraio alle 17.30, nella Sala degli specchi della Biblioteca Comunale di Trento. Come spesso accade il low fantasy può diventare lo spazio per una metafora del mondo, un luogo dove osservare il presente, la narrazione di una realtà complessa: è un genere d’intrattenimento per ragazzi che permette di parlare degli aspetti più angoscianti o disturbanti del mondo e di elaborarli in un modo accettabile.

<Nella nostra trilogia - spiegano le autrici - c’è la scoperta della magia e dell’amore, la perdita e la discesa agli inferi e infine la caduta delle illusioni, la ricerca di riscatto, lo scontro col male. Ognuno di questi momenti ha una sua stagione, odori e suoni, un’atmosfera distinta modulata sui paesaggi trentini, duttili e vivi protagonisti del racconto>. “B-loved” è anche una saga sui confini: quello che separa la parte del lago dove ci sono i turisti e la parte selvaggia, incolta e solitaria, dove nelle notti d’estate la protagonista dei romanzi, Belinda, ragazza arrivata a Trento dopo aver vissuto in Franca a Marsigla, può incontrare Detlev, l’acquatico uomo serpente. <Il confine che sfida la ragione è quel tratto di pelle dove iniziano le squame, è quella la frontiera fra amore possibile e impossibile, tra mondo conosciuto e spazio inconcepibile. È la metafora della condizione in cui vive Detlev il ragazzo anguano che per sfuggire a una mattanza della sua specie ha dovuto lasciare il suo mondo acquatico fin da piccolo: il suo amore è molto umano ma la sua vita e il suo destino sono nell’acqua. Forse è anche il luogo delle adolescenze inquiete, dei ragazzi che sono ancora metà uomini metà sogni>. Anche “Canto dell’acqua” è ambientato nello scenario maestoso delle Dolomiti e si lega alla scoperta della magia e dell’amore, al momento della perdita e della discesa agli inferi. Le pagine di questo capitolo finale sono la degna chiusura di una saga che immerge il lettore in un mondo di foreste, montagne innevate e laghi scintillanti dove leggende di sangue prendono forma, esseri dalla bellezza inquietante vivono in mondi abissali ed emergono alla superficie, nel mondo degli umani, per sedurli o ucciderli. Si dice che loro non sappiano amare, ma Belinda spera che non sia vero, perché la sua vita e il suo cuore appartengono per sempre a uno di loro.

La storia d’amore di Belinda è quella con Detlev finita quando la ragazza si è trovata davanti  alle Maghe anguane, immerse nel sangue. Il loro rito magico ha neutralizzato la maledizione che la stava uccidendo ma nello stesso tempo ha spezzato per sempre il legame d’amore con Detlev e ne ha cancellato ogni ricordo dalla sua mente. Detlev invece ricorda tutto, ma il suo corpo ora è quello di uomo serpente, il suo mondo è l’acqua, perciò ha lasciato Belinda a Micha suo amico fraterno anche lui affascinato dalla stessa ragazza. Da qui una narrazione in cui s’intrecciano anche le figure di Avval, il sanguinario signore del Male e quelle dei Silviani custodi dell’armonia delle Alpi insieme ai loro alleati umani pronti a sfidare le forze oscure. Quello della trilogia “B –loved” è un mondo a parte, intriso di magia e mistero dove vivono esseri straordinari, gli anguani abitano le acque profonde e uomini-cervo proteggono l’equilibrio della natura. Su questo sfondo quelle che vengono definite come “leggende in chiave urban” acquistano realtà dall’energia del paesaggio alpino, dalle rocce e dalle acque, dall’incombere delle montagne, dalle gole strette, dagli azzurri miracolosi di pozze nascoste. Lo pseudonimo di P.D. Blacksmith lega due sorelle che si dichiarano “Diversissime fra loro ma capaci in questa loro diversità di tendere possibile la dea Kalì della scrittura a quattro mani”. Ad ispirare le prime pagine della trilogia fantasy “B - loved” una passeggiata in una serata di nebbia e gelo lungo il lago di Castel Toblino, per loro, uno dei posti più magici del Trenino. Riguardo allo pseudonimo scelto per firmarsi le due sorelle pensano che non è tanto questione di creare mistero ma piuttosto di darsi libertà: <Tu non sei i tuoi personaggi – spiegano - ma i tuoi personaggi sono te, dice Carver: per questo preferiamo che a parlare di noi siano sempre le nostre creature>.

 

 

 

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