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La Ziganoff Jazzmer Band festeggia venerdì 8 a Sanbàpolis i suoi primi dieci anni di musica

L'intervista a Renato Morelli anima della formazione protagonista dell'evento inserito nel catellone della rassegna Università Autunno

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Dieci anni vissuti intensamente in musica per raccontare la tradizione e le mille contaminazioni della musica klezmer che verranno celebrati dalla Ziganoff Jazzmer Band venerdì 8 novembre, alle 21, al Teatro Sanbapolis in un evento inserito nel cartellone di Università Autunno ed organizzato dall’Opera Universitaria insieme alla Circoscrizione Oltrefersina. Un progetto che affonda le sue radici nella passione per questi suoni del musicista trentino Renato Morelli da sempre attento alla ricerca filologica dei rapporti fra la musica klezmer, il primo jazz, e lo swing zingaro manouche. Al fianco di Morelli stasera la cantante Rossana Caldini, Gigi Grata, Michele Ometto, Christian Stanchina e Fiorenzo Zeni

Morelli, quali le radici del progetto Ziganoff?

<Dieci anni fa, quando l’onda lunga del jazz tornò a farsi sentire, alcuni studi avevano portato nuova luce sui legami perduti fra la musica klezmer, il primo jazz, e lo swing zingaro manouche. Se da un lato era nota la provenienza ebraica di artisti come George Gershwin, Leonard Bernstein e Benny Goodman nonché la provenienza zingara del leggendario Django Reinhardt, poco ancora si sapeva sul contributo dei klezmorim al primo  jazz. Trovai una testimonianza in questo senso illuminante nella figura di Mishka Ziganoff>.

Un musicista a cui ha legato il nome del gruppo.

<Ziganoff era un fisarmonicista ‘forse’ zingaro, di religione cristiana e di lingua yiddish, nato ad Odessa, emigrato a New York agli inizi del Novecento, dove lavorò con formazioni klezmer e anche del primo jazz. Nel 2009 riprendendo il precedente progetto Destrani in un’ottica più ampia fondai il nuovo progetto Ziganoff  jazzmer band ispirandomi proprio alla figura dell’omonimo fisarmonicista di Odessa e giocando sulle parole jazz(klez)mer>.

Al suo fianco sempre musicisti di alto livello.

<All’inizio trovai l’appoggio di importanti jazzisti della scena regionale come Fiorenzo Zeni, Christian Stanchina, Gigi Grata, Hannes Petermair oltre che della violinista Rossana Caldini. Questi musicisti, maestri nell’improvvisazione jazzistica, poco o nulla conoscevano in realtà della musica klezmer ma affrontarono questo repertorio con grande intelligenza e disponibilità, affinando progressivamente anche questa specificità musicale. Il debutto, al cinema Astra di Trento, fu memorabile perché suonammo in occasione della rima italiana de lleggendario film di Mihaileanu “Il concerto”. Fu un grande successo che ci aprì la strada per una lunga e fortunata serie di concerti in Italia e all’estero>.

 

Le soddisfazioni più belle?

<La collaborazione con artisti del calibro di Igor Polesitsky (violinista ebreo ucraino, prima viola del Maggio Musicale Fiorentino) e Kalman Balogh (virtuoso cimbalonista zingaro ungherese); grandi maestri che ci hanno insegnato molti brani importanti e contribuito non poco ad affinare il nostro stile esecutivo>.

Nella prima line up degli Ziganoff anche un chitarrista d'eccezione.

<La figura centrale del mio progetto ‘ideale’ era un chitarrista manouche in grado di ‘manouchizzare’ il klezmer e nello stesso tempo ‘klezmerizzare’ il jazz. Fortuna volle che mi fosse suggerito un giovane e ancora poco noto come il chitarrista bolzanino ,Manuel Randi, virtuoso di flamenco e di manouche, che diede un’impronta fondamentale al progetto Ziganoff. Ora Randi suona con il grande Herbert Pixner e ha raggiunto una rilevante notorietà internazionale diventando uno fra i più importanti chitarristi nel panorama europeo e non solo>.

La festa per il decennale a Sanbàpolis: cosa avete preparato per questa occasione?

<Un programma con i brani più significativi tratti dai nostri due CD (A glezele Vayn, 2011, Jazzmer suite, 2014) e i tre DVD (Koilen Live, 2009; A glezele Vayn, 2011; Ziganoff & Friends 2017)>.

Guardando oltre Ziganoff cosa c'è nel suo futuro?

<A fine anno verrà pubblicato dalla Fondazione Levi di Venezia il mio libro La frontiera musicale. Musica popolare e Volksmusik in una regione mistilingue di confine. Storia, istituzioni, gruppi in Trentino – Alto Adige/Südtirol, un progetto impegnativo al quale sto lavorando da molto tempo. Per l’anno prossimo, in occasione dei miei ‘primi’ settant’anni, sto preparando un concerto ‘ecumenico’ con tutti i miei gruppi musicali attuali (Ziganoff, TTT quartet, Cantori da Verméi, Mravalzhamier international georgian choir). Appuntamento il 12 maggio nella splendida cornice del salone delle feste di Casa Raphael a Roncegno>.

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