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Poplar Festival: oggi alle 20 alle Albere tutta la follia rock degli Zen Circus

La nostra intervista alla band toscana cha ha appena pubblicato il suo primo romanzo e sarà protagonista della prima serate della kernesse

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Gli Zen Circus, una delle band più amate del rock alternativo italiano, tornano a Trento, suoneranno stasera venerdì 20 settembre alle Albere, alle 21, per la terza edizione del Poplar Festival, sull'onda di un 2019 davvero intenso. Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo la band toscana infatti è stata impegnata in un lungo tour senza dimenticare la pubblicazione del primo romanzo anti - biografico "Andate tutti affan..o" appena uscito per Mondadori. In queste pagine Appino, Ufo e Karim, voce, chitarra, basso e batteria degli Zen Circus prestano i nomi e la vita a una storia che potrebbe essere una delle loro canzoni come ci racconta proprio Ufo in questa intervista.

Da dove la scelta di scrivere un romanzo?

<E' un' idea che in realtà ci frullava in mente da anni: avevamo una serie di aneddoti sulla nostra vita e tutti ci consigliavano di metterli insieme e farne un libro. Avevamo solo bisogno di trovare la spinta giusta che è arrivata quando ci hanno messo a disposizione uno scrittore bravo e preparato come Marco Merighi. Lui è stato prezioso, ci ha aiutato a tirar fuori tutto e ad unirlo in questa pagine>

Come mai avete definito questo libro "anti - biografico"?

<Perché racconta la nostra storia, la nostra vita, aneddoti rielaborati attraverso la narrazione e non certo una pallosa autobiografia. Nel nostro piccolo volevamo fare un romanzo di formazione come può essere, tanto per essere modesti, il Giovane Holden o Le avventure di Tom Sawyer>.

Il titolo "raffinato "si ispira invece ad un vostro album.

<Sì, ci piaceva quell'invito deciso e perentorio. La narrazione del libro termina quando noi decidiamo di dare alle stampe il nostro primo album in italiano appunto "Andate tutti affanculo". Questo sarebbe una specie di prequel, far vedere e raccontare tutto quello che è successo prima di quel disco, come il gruppo sia diventato quello che è oggi. Volevamo far conoscere il percorso che ci ha portati li. Il percorso, il patimento, gli sbagli>.

Questo è solo l'ultimo tassello di un 2019 senza tregua per voi'.

<Questo è un aspetto paradossale per noi perché questo, in realtà, era l'anno in cui dovevamo stare fermi. Poi la partecipazione a Sanremo ha cambiato tutti i nostri programmi e a quel punto ci è toccata la tournee estiva, diventata imprescindibile senza dimenticare che avevamo diversi singoli da far stampare fino a farne una nostra raccolta. L'anno in corso è stato denso e molto proficuo, abbiamo conosciuto persone nuove, abbiamo girato il nostro Paese, lo abbiamo rivoltato come un calzino>.

Ma sul palco dell'Ariston vi siete divertiti? <Tantissimo: ad un certo punto ci sembrava di essere in campeggio con degli amici, un po' per il cast e un po' per l'atmosfera che si era creata a Sanremo in questa edizione. Noi questo spirito di competizione non lo sentivamo assolutamente, volevamo presentare un brano nostro, punto e basta. Il Festiva è un'esperienza che non farei di certo ogni anno ma diciamo che, dopo tanto lavoro in questo settore, concederci una stravaganza, era un nostro diritto>.

Che live sarà quello di stasera al Poplar? <Ci sono tante chitarre per uno show tirato ed energetico durante il quale cerchiamo raccontare un po' tutti i periodi della nostra carriera, di far sentire i vari aspetti del nostro linguaggio sonoro. Di sicuro ci sarà da divertirsi>.

Gruppo:   Cultura

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