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Borgo, due giorni per ricordare

la battaglia dei bersaglieri

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Due giorni per commemorare la Battaglia di Borgo Valsugana avvenuta nel luglio del 1866, durante la Terza Guerra d’Indipendenza.
In questo fine settimana Borgo ospita il raduno interregionale delle sezioni dei bersaglieri del nord Italia. Durante la Terza Guerra Risorgimentale il Regno d’Italia attaccava l’Impero degli Asburgo in Trentino.

Dal bassanese, la colonna di 1.500 fanti e bersaglieri del generale Medici risaliva la Valsugana per puntare su Trento. A Primolano il 22 luglio incontrò una prima resistenza degli austriaci che ripiegarono verso Tezze. Nel pomeriggio del 23 luglio gli italiani erano arrivati alle porte di Borgo, difesa da un migliaio di austriaci agli ordini del maggiore di settore, Franz Pichler. Per la presa del paese il generale Medici avviò le sue forze su tre direttrici: una debole ala sinistra avrebbe minacciato l’abitato da sud, il grosso (rappresentato dal 28° Reggimento Fanteria Pavia) avrebbe invece puntato sul paese avanzando lungo lo stradone imperiale mentre una forte ala destra, composta dal 23° Battaglione Bersaglieri (circa 500 uomini) avrebbe aggirato Borgo da nord.

L’itinerario d’attacco dei bersaglieri, saliti verso la cresta del monte Ciolino per occupare i due castelli di Telvana e di San Pietro, prevedeva una calata su Borgo alle spalle degli austriaci schierati all’ingresso orientale del paese. Furono proprio i fanti piumati ad attaccare per primi, sotto il fuoco di fucileria e di due lanciarazzi austriaci. In meno di un’ora la sommità del Ciolino e Castel Telvana vennero occupati e la minaccia dall’alto fece collassare la difesa austriaca del fondovalle. Il 23° Battaglione Bersaglieri (da quel giorno ha assunto il nome “Castel di Borgo”), aveva già partecipato alla campagna del 1860-1861 e alla liberazione del Veneto del 1866, guadagnando una Medaglia d’argento al valor militare.

Il paese di Borgo venne evacuato precipitosamente dalle forze austroungariche mentre i bersaglieri giungevano ancora in serata fino a Roncegno. Gli imperiali ebbero in questo combattimento 5 morti e 7 feriti, gli italiani 7 morti ed altrettanti feriti. A Levico una compagnia austriaca fu costretta ad arrendersi dopo un assalto alla baionetta. Il 25 luglio il generale Medici, che frattanto aveva spostato il grosso delle sue milizie verso Viarago–Costasavina, affidò alla Brigata Sicilia del colonnello Negri il compito di aprire la strada verso Trento, superando la sella di Vigolo Vattaro e scendendo a Mattarello per bombardare la ferrovia. Giunte a Valsorda, a monte del paese, le avanguardie italiane incontrarono una inaspettata resistenza di tre compagnie Schützen e una compagnia di Ulani, i quali - al comando del capitano trentino Fridolin Cramolini - riuscirono a respingere il contingente del Negri con un bilancio di tredici morti per le truppe italiane e due per quelle austriache.

Borgo nel fine settimana accoglierà i cappelli piumati del Nord Est. Sabato alle 11 è previsto l’arrivo del medagliere nazionale. Nel pomeriggio, alle 14.30, la deposizione delle corone al monumento ai Caduti del 72° Battaglione Bersaglieri a Carzano e nel Tempio Civico di Sant’Anna a Borgo. Alle 16 lo scoprimento della stele presso le mura di Castel Telvana, a seguire la firma del Patto di Amicizia e la conferenza sulle battaglie di Borgo Valsugana e Levico. In serata, alle 21, concerto delle Fanfare di Modena e di quella Garibaldina. Domenica alle 8.30 l’ammassamento dei partecipanti nella zona dell’ospedale e a seguire lo schieramento e l’alzabandiera. Alle 10.30 la sfilata con partenza dalla stele in Corso Ausugum, posta all’inizio del “Sentiero del Bersagliere”, ed arrivo in via Spagolla.

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