Debutta stasera allo Zandonai l'opera multimediale "I Crocevia delle Coscienze"

di Fabio De Santi

Cosa spinge un uomo a disertare nella tempesta di eventi, catastrofi e turbamenti innescati dal turbine della Grande Guerra e qual'è il conflitto interiore da fronteggiare, davanti al bivio di una scelta così radicale? Sono questi gli interrogativi che danno forma allo spettacolo "I Crocevia delle Coscienze - storia di un disertore" che debutta stasera,sabato 24 alle 20.45, al teatro Zandonai di Rovereto. Uno spettacolo, quello scritto e diretto da Paolo Fanini, sul tema della diserzione, in cui si intrecciano musica e coralità alpina, film, danza e recitazione. Una rappresentazione multimediale dunque in cui le varie forme d'espressione sono funzionali ai diversi piani narrativi, in una continua successione di passaggi contraddistinti da una grande intensità emotiva.

"I Crocevia delle Coscienze - spiega il regista Paolo Fanini - parla di diserzione nella Grande Guerra, fenomeno alquanto rilevante ma sempre trattato piuttosto marginalmente dai libri di storia. Un tema difficile, che diventa elemento di una narrazione su più piani, che pur rispettando il rigore storico dei dati, cerca di andare incontro alle sensibilità e alle conoscenze delle generazioni attuali attraverso una messa in scena originale incentrata sulla forza comunicativa dei linguaggi artistici utilizzati". In scena, con i testi scritti da Micaela Vettori insieme allo stesso Fanini, oltre ad un grande schermo su cui vengono proiettate immagini di notevole suggestione, un gruppo musicale formato da Elisa Amistadi alla voce, Luca Tocco alle chitarre e voce, Michele Fanini alle chitarre, Michele Bazzanella al basso elettrico e programmazioni e Carlo Nardi alle tastiere, mandolini e programmazioni. Insieme alla band, in alcuni momenti attingendo al repertorio della coralità alpina ed in alcuni momenti interpretando arrangiamenti appositamente realizzati ed eseguiti insieme allo stesso, anche le voci del Coro Pasubio di Vallarsa diretto da Ivan Cobbe.

 

Le coreografie sono invece a cura di Fabrizio Bernardini e interpretate dalla Compagnia Artedanza mentre gli attori in video sono Enrico Cattani, Bruni Vanzo, Valeria Simonini e Maria Giuliana D'Amore. L'obiettivo è quello di trasportare la platea dello Zandonai nel racconto del personale tormento di un giovane soldato che decide di abbandonare il fronte, attraverso il suo teso e drammatico dialogo interiore, le sue riflessioni sulla guerra ed i suoi più profondi e intimi pensieri. Contemporaneamente però, saranno ricorrenti i richiami al presente, per provare a ricollegare quanto accaduto cent' anni fa alla nostra attualità e per cercare di interpretare un forte richiamo al valore della pace. Le musiche, le immagini, le parola, la danza, la coralità alpina, contribuiscono ad immergere il pubblico nell'emozione del racconto mentre a fare da colonna sonora allo spettacolo alcuni dei grandi classici della canzone legati al tema della guerra come quelli scritti da musicisti quali Sting, Peter Gabriel. Bob Dylan, Leonard Cohen e Simon&Garfunkel.

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