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Dolomiti Pride: la sfilata gay

a Trento il 9 giugno

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Una nota di due righe, che svela una serie di notizie: prima di tutto la conferma e la data ufficiale del Dolomiti Pride, che si terrà a Trento il prossimo 9 giugno. Poi un incontro ufficiale, tra il sindaco Alessandro Andreatta, l'assessore competente Andrea Robol e gli organizzatori: e qui il comune «svela» di ritenere la sfilata gay un evento culturale, considerato che Robol ha proprio questa competenza (ovviamente escludiamo tutte le altre, dalla solidarietà internazionale ai servizi bibliotecari, dalla difesa dell’ambiente alla vigilanza contro l’inquinamento idrico, atmosferico ed elettromagnetico, dal canile municipale ai servizi di gestione dei rifiuti urbani).

Il micro comunicato potrebbe concludersi così, ma l'amministrazione pare voler mettere subito le mani avanti, e conclude dicendo che l'incontro servirà per «stabilire responsabilmente e consapevolmente le modalità di svolgimento dell'evento». Insomma, la parola d'ordine è responsabilità. Come dire, fate l'evento, vi diamo la data e le pubbliche vie, ma non diventi un eccesso. 

IL COMUNICATO DEL COMUNE

La Giunta comunale nella riunione di oggi ha definito la data del "Dolomiti Pride", che si terrà a Trento il prossimo 9 giugno 2018. A breve il Sindaco e l'assessore competente Andrea Robol incontreranno gli organizzatori per stabilire responsabilmente e consapevolmente le modalità di svolgimento dell'evento.

L'ANNUNCIO DEL DOLOMITI PRIDE LO SCORSO GIUGNO

Anche Trento si colorerà dell’arcobaleno e anche Trento ospiterà l’orgoglio gay: l’ufficialità arriverà solamente a fine estate, ma ormai è quasi certo che la città, probabilmente nella prima metà di giugno 2018, accoglierà il «Dolomiti Pride», con la classica sfilata e una serie di eventi.

«Ci siamo quasi - sorride il presidente di Arcigay del Trentino Paolo Zanella - e poi anche Trento per la prima volta ospiterà il Pride. La certezza la avremo tra qualche settimana, ma ci stiamo lavorando da tempo e non vedo ostacoli: in tutto il nord est manca solo Trento e il 2018 sarà l’anno giusto. Sarà un evento con la comunità Lgbt, per chi ha paura e si nasconde, per chi è discriminato e non vede rispettati i suoi diritti e la sua libertà».

Fino a qualche anno fa si svolgeva il Pride a livello nazionale in un’unica giornata. Poi è nata l’Onda Pride, ovvero una serie di eventi più diffusi e frequenti, in un’ottica macro-regionale, che partono a fine maggio e vanno avanti tutta l’estate in luoghi diversi del Paese. Anche a Trento ci sarà ovviamente la classica sfilata, che coinvolgerà gay, lesbiche, transgender e cittadini di tutto il Trentino ma anche delle province limitrofe.

«Sarà il primo raduno alpino, dolomitico: uomini, donne e famiglie di tutto il nord est, ma forse anche dal vicino Tirolo allargando all’Euregio, si troveranno in città. Credo che tra le 5.000 e le 10.000 persone ci saranno, per una giornata di festa ma anche di rivendicazione e orgoglio. Organizzeremo una serie di eventi, incontri, dibattiti, manifestazioni di avvicinamento al giorno clou».

Il 2018 sarà l’anno dell’Adunata prima e delle elezioni poi: tra penne nere e campagna elettorale ci sarà spazio anche per i diritti? La città è pronta? «Lo spero, anzi credo di sì: dei segnali sui diritti sono stati dati, dalla firma sull’omofobia al successo del festival Liberi/e di Essere. Certo dei problemi ci sono anche qui, nonostante il governo cittadino e provinciale di centrosinistra, ma questo Dolomiti Pride lo vogliamo con forza e siamo pronti con grande entusiasmo a organizzare tutto. Abbiamo già tantissime idee».

Entusiasmo, ma anche le polemiche, che inevitabilmente arriveranno. «In realtà sono già arrivate. Ma il Gay Pride è una manifestazione di libertà e i problemi del mondo non possono essere certo una parrucca o un ragazzo a petto nudo. Solitamente il sindaco con la fascia apre la parata: ci aspettiamo che la politica trentina ci appoggi e ci aiuti nell’organizzazione».

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