Trentino Alto Adige regione più cara d’Italia, ma a Trento l'aumento è "solo" di 259 euro
Il capoluogo si piazza al trentesimo posto, con un incremento di spesa annuo che è meno della metà di quello registrato a Bolzano (664), che è seconda, e minore della media nazionale. I dati Istat elaborati dall’Unione Nazionale Consumatori
TRENTO. Il Trentino Alto Adige si conferma la regione più cara d’Italia secondo i dati territoriali dell’inflazione di novembre diffusi da Istat ed elaborati dall’Unione Nazionale Consumatori. Con un’inflazione media annua pari a +1,4%, la regione guida la classifica nazionale per aumento del costo della vita, traducendosi in un aggravio medio di 433 euro su base annua per una famiglia tipo. Un primato che si ripete e che riflette dinamiche ormai strutturali, legate in particolare ai costi dei servizi e dell’abitare.
A livello provinciale e comunale, spicca ancora una volta Bolzano, che sale sul podio delle città più care d’Italia. Con un’inflazione tendenziale del +2% rispetto a novembre 2024, il capoluogo altoatesino registra un incremento di spesa annuo pari a 664 euro a famiglia, secondo solo a Siena. Un dato che colloca Bolzano tra i territori dove l’impatto dell’inflazione sui bilanci familiari resta più pesante, nonostante una crescita dei prezzi inferiore a quella di altre città. Decisamente meglio va a Trento, che si colloca al 30.mo posto con un rincaro di 259 euro, più basso del dato medio nazionale di 276 euro.
Guardando al quadro nazionale, la classifica delle città più care vede Siena al primo posto con +2,9% e una spesa aggiuntiva di 784 euro annui, seguita appunto da Bolzano e da Pistoia, terza con 514 euro. Appena fuori dal podio Cosenza, mentre nella top ten compaiono anche Napoli, Udine, Rimini e Padova. All’opposto, Campobasso si conferma la città più virtuosa, con inflazione nulla e nessun aumento di spesa.
Sul fronte regionale, dopo il Trentino Alto Adige seguono Veneto (+1,3%, 349 euro) e Puglia, che pur avendo l’inflazione più alta (+1,8%) registra un aggravio medio di 343 euro. La regione più risparmiosa è il Molise, con variazione nulla, davanti a Basilicata e Sardegna. Un quadro che evidenzia forti differenze territoriali e un peso dell’inflazione che continua a colpire in modo diseguale famiglie e territori.
(foto Pat)