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Immobiliare: male gli affitti, crescono le compravendite

Positivi i dati del terzo trimestre (+6%/) ma il mercato delle locazioni «è un disastro»: Severino Rigotti e Orazio Marco Poma fanno il punto: «La domanda resta sostenuta, i prezzi non calano e il sistema creditizio continua a funzionare»

di Matteo Lunelli

TRENTO. Da una parte un trend positivo e un mercato che tiene e si consolida. Dall'altra una situazione disastrosa. Stiamo parlando della situazione del mondo immobiliare in Trentino: se le compravendite vanno bene, reggono e sono in aumento, le locazioni sono drammaticamente ferme. A fare il punto sono stati ieri Severino Rigotti, presidente di Fimaa Trentino e Orazio Marco Poma, presidente del consiglio notarile di Trento e Rovereto.

Partiamo dai numeri: il terzo trimestre 2025 indica un +6% di compravendite rispetto allo stesso periodo del 2024. In assoluto parliamo di 1.253 transazioni registrate contro 1.183. La percentuale è frutto di un andamento mensile altalenante, con un luglio da record (+12,3), un agosto pessimo, come da tradizione (-9,8%) e un settembre in ripresa (+3,8%). E, in generale, l'anno andrà a chiudersi con il segno più davanti: +3% circa. Se questi numeri, presentati da Rigotti, riguardano circa il 60% del mercato immobiliare - residenziale e commerciale, quello che la Fimaa tiene "sotto occhio" -, quelli più ampi resi pubblici da Poma (che riguardano l'intera attività notarile, ovvero compravendite, mutui, donazioni e atti societari di vario tipo), sono comunque in linea con il 2024: il terzo trimestre si è chiuso con un +0,48%, in crescita rispetto al +0,27 del trimestre precedente.

Se, come accennato, questi sono gli aspetti positivi della fotografia del settore, l'altro lato della medaglia racconta un'altra situazione: «Gli affitti? Un disastro, siamo bloccati. È impossibile analizzare il mercato, perché non c'è un mercato», ha sospirato Rigotti. Appartamenti a disposizione per l'affitto non ce ne sono e quindi contratti non se ne firmano. La soluzione? Investire. Spiega Rigotti: «La risposta è l'edilizia popolare, o sociale che dir si voglia. Servono alloggi. Una volta le risorsa dedicate a questa voce erano il 16% del bilancio provinciale, mentre oggi siamo al 2%. Itea ha 90 milioni a disposizione, ma devono servire per 1.900 appartamenti. Poi c'è una questione legata alle comprensibili paure che una persona ha ad affittare: servono più tutele per il locatore, oltre a tassazioni diverse».

Aggiunge Poma: «Soprattutto nelle località turistiche il problema degli affitti è molto grande. Penso a Riva ed Arco, giusto per fare due esempi. E gli affitti brevi stanno spopolando i centri, con i residenti che sono esasperati. Riva è ormai come Venezia o Roma: chi ha l'appartamento fa affitti brevi e va a vivere nei paesi o valli vicine, ma così la vita sociale si azzera, si perde il senso di appartenenza». Tornando alle compravendite, emergono altri aspetti: i mutui, reggono, e i prezzi sono stabili o in lieve aumento, anche nell'usato. Guardano al futuro, Rigotti si sofferma su un aspetto: «Se vogliamo fare qualcosa per crescere e risolvere i problemi i bonus devono essere strutturali. Magari meno, inteso come soldi, ma per sempre. Per le concessioni, quindi per la parte burocratica, ci vogliono in media 230 giorni. Poi, arrivate le carte, magari la scadenza del bonus è a giugno 2026, come per gli studentati. E aprire delle finestre poi non aiuta, perché abbiamo tempi tecnici da rispettare. Insomma bisogna pensare a provvedimenti strutturali». Rigotti ha aggiunto che «abbiamo già casi di investitori che acquistano immobili in piccoli paesi, grazie ai contributi provinciali per l'acquisto e la ristrutturazione. È una strada importante per rivitalizzare i piccoli centri e il tessuto sociale locale. Ad Ospedaletto, ad esempio, abbiamo venduto due case a persone provenienti dal Veneto, attirate appunto dagli aiuti».

Altro tema interessante è quello delle ristrutturazioni: «I prezzi per le ristrutturazioni sono cresciuti e questo rappresenta un freno per comprare l'usato, tanto che in alcune situazioni è più conveniente demolire e ricostruire. Si compra un usato a una cifra X, più bassa rispetto al nuovo, ma poi va aggiunto il costo del rinnovo e alla fine i due costi finali si avvicinano parecchio». Infine sulla necessità di 6.000 alloggi in Trentino: «Bisogna agire. La politica oltre a dare le statistiche deve prendersi la responsabilità di mettere in campo azioni concrete».

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