L’analisi

Redditi, in Trentino solo il 30% supera i 29mila euro

Il report sulle imposte e il costo del welfare: il 20% dei contribuenti non paga l’Irpef. I trentino versano 2 miliardi di euro, 3,836 euro per abitante. Dolo 1.548 persone sopra i 200mila euro

di Chiara Zomer

TRENTO. Dai trentini entrano nelle casse pubbliche 2 miliardi in tasse, tra Irpef e addizionali comunali e provinciali. Tanti? Dipende da che parte si guarda. A Bolzano sono sensibilmente di più: 2,5 miliardi. E non serve scomodare Padoa Schioppa - e l'infelice frase sul suo amore per le imposte che tante pene aveva causato al centrosinistra - per dire che comunque, meno soldi in cassa vuol dire meno servizi.

Ma ecco, in Trentino quanti pagano le tasse? Tanti, ma non tutti: l'83% dei residenti in Trentino, l'82,33% della popolazione in Alto Adige e in quella percentuale che manca ci sono soprattutto i bambini e chi non ha reddito, naturalmente, un minoranza fisiologica. Semmai, la questione è quante tasse pagano i trentini. E la risposta è che molti ne pagano poche, perché i redditi sono bassi, quindi l'imposizione fiscale va di conseguenza. Di chi presenta la denuncia dei redditi, per dare una misura, il 20% non versa un euro: dichiara troppo poco, per concorrere alla fiscalità.

E ancora: oltre i 29mila euro c'è solo il 30,73% dei trentini. I dati, sono emersi dallo studio dell'osservatorio sulla spesa pubblica, realizzato dal centro studi e ricerche Itinerari previdenziali. Il report si poneva l'obiettivo di valutare la sostenibilità del welfare italiano ed ha fatto emergere una realtà tragica. A livello italiano il 43% non paga l'Irpef e un altro 12% versa 26 euro all'anno. È una certezza: avanti così, la spesa sociale non si paga.

Tasse e redditi

Le imposte pagate dipendono dal reddito dichiarato, naturalmente. In Trentino, dunque, pesa il livello salariale da un lato e le entrate in generale (si parla di redditi, non di stipendi) dall'altro. E le denunce dei redditi non parlano di una provincia ricchissima: dei 443.328 contribuenti, 143.441 persone dichiarano fino a 15mila euro (32,36% dei contribuenti totali), 163.638 dichiarano da 15.001 a 29.000 euro, 121.046 dichiarano da 29.001 euro a 75.000 euro (27,30%). Di lì in poi la pattuglia si assottiglia di molto: 13.655 persone dichiarano da 75.001 a 200mila euro (3,08%) e 1.548 contribuenti oltre i 200mila euro (0,35%). Questo significa che oltre i 29mila euro c'è poco più del 30% dei contribuenti, che sono poi quelli che pagano la maggior parte delle imposte. Lo studio non indica, per ogni fascia, quanto i singoli cittadini versino, ma una media ce l'abbiamo, che permette dei confronti per lo meno con i territori vicini. Ogni contribuente trentino versa in media 5.706 euro, che significa 3.836 euro ogni abitante.

L'addizionale provinciale

Su questo fronte, noi siamo in scia dell'Alto Adige, come terra virtuosa, in termini di fisco amico dei cittadini. Le aliquote medie sono le più basse in assoluto: a Bolzano addirittura siamo a 0,31%, da noi a 0,92%, e da quel capitolo arrivano alle casse pubbliche 93.456.000 euro (35,6 milioni a Bolzano). Per dare un'ordine di grandezza, nel Lazio siamo a 2,59%.

La sostenibilità del welfare

Il report si proponeva di capire se il gettito fiscale italiano è sufficiente a coprire le spese di welfare. Perché qualcuno sanità, scuola, assistenza e via andando, deve pagarle, quindi chiedersi a che punto siamo ha un senso per immaginare prospettive di lungo periodo.

Da questo punto di vista, il risultato è tragico non qui, ma se si fanno i conti a livello nazionale. Per dare un metro di paragone, è vero che noi siamo la provincia dove si paga meno, tallonati dal Friuli Venezia Giulia, tra i territori del Nord. A titolo indicativo, in Alto Adige, il gettito pro capite è di 4.617, mentre ogni contribuente versa 6.884 euro. Più di noi pagano soprattutto in Lombardia (7.511 euro per contribuente, ma solo 4.692 per abitante), che resta la terra che maggiormente contribuisce all'erario. Ma pur tra le differenze, si tratta di dati per lo meno comparabili. Se si guarda all'intero stivale, quel che emerge è un sistema destinato a collassare: in Calabria si paga 1.981 euro per abitante, in Sicilia 2.053 euro, in Campania 2.236 euro ad abitante, nell'intero Sud la media è di 2.244 euro.

Di più e ancora, in quest'ottica di analisi, se si guarda il dato aggregato, mettendo insieme tutto, chi non fa la denuncia dei redditi perché magari è un bambino (o un evasore) con chi la denuncia la fa ma non versa nulla perché guadagna troppo poco, il 43% degli italiani non paga l'Irpef (l'analogo dato trentino è il 33%), e il 12% versa 26 euro l'anno. Più della metà della popolazione, non contribuisce a scuola, sanità, assistenza, welfare in generale. E ancora, il 27% dei contribuenti italiani paga il 76,9% dell'imposta e il 49% versa solo il 5,64% del gettito. Molti di coloro che non contribuiscono sono vittime di un sistema economico che costringe a lavoro povero o non hanno lavoro.

Ma che l'evasione sia un problema, emerge anche da questi dati. E comunque, al netto delle cause, resta un dato: avanti così il welfare di cui tanto ci lamentiamo perché non lo riteniamo sufficiente, non è sostenibile. Nel microcosmo Trentino questo non vale, il gettito pro capite è sostenuto, ma pur terra autonoma, i motivi di preoccupazione per la situazione generale non possono che arrivare anche a nord di Borghetto.

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