Economia / Il caso

Sciopero dei distributori, i rappresentanti dei benzinai convocati alle 15 al ministero

L'incontro previsto a poche ore dall'inizio dello sciopero con il quale gli esercenti denunciano il tentativo di deligittimare la categoria indicandola come responsabile di speculazioni sui prezzi dei carburanti

ROMA

 ROMA. Il ministero delle Imprese e del made in Italy ha convocato per le ore 15.00 di oggi i gestori dei carburanti a poche ore dall'inizio dello sciopero della categoria su strade e autostrade.

Lo si apprende da fonti informate secondo cui alcune delegazioni si collegheranno da remoto e non riusciranno ad essere presenti.

Potrebbe essere l'ennesimo e disperato tentativo del governo di far rientrare lo sciopero, che secondo l'annuncio scatterà questa sera e durerà 24 ore.

"Correggere il decreto Trasparenza abrogando il cosiddetto cartellone sostituendolo, se del caso, con un QR-code o una app o con dispositivi luminosi a distanza in modo da sgravare i benzinai già oggi oberati da obblighi di comunicazioni e di conseguenza depennare le ulteriori sanzioni che non avrebbero senso in mancanza di adempimenti": sono le richieste ribadite dal presidente della Faib Confesercenti Giuseppe Sperduto alla commissione Attività produttive alla Camera che ha avviato oggi le audizioni sul decreto Trasparenza dei prezzi dei carburanti nel giorno in cui parte lo sciopero di 48 ore dei benzinai, con inizio questa sera.

"La vera speculazione - ha spiegato Sperduto - si annida nella grande evasione Iva che ancora impatta sulla rete e nell'inaccettabile illegalità contrattuale che genera quel fenomeno di caporalato petrolifero che sottrae oltre una decina di miliardi di euro all'anno alle casse dello Stato, secondo le fonti ufficiali". "Se di un decreto si sente il bisogno per la trasparenza e la legalità - ha proseguito - è di un decreto contro l'illegalità contrattuale: solo così si può assestare un colpo a chi realmente specula truffando lo Stato".

Anche durante le 48 ore di sciopero dei benzinai in programma dalle 19 di oggi (dalle 22 sulla rete autostradale) sarà possibile fare rifornimento. Le regole variano a seconda che si tratti di impianti in aree urbane o sulla rete autostradale. Nel primo caso il numero minimo di pompe aperte, che saranno scelte dalle singole prefetture, è pari al 50% di quelle attive nei giorni festivi. Per quanto riguarda le autostrade e alcune vie ad alto flusso, invece, spetta alle Regioni individuare quali sono i distributori che devono rimanere aperti. Secondo quanto pubblicato sul sito della "Conferenza delle Regioni e delle Province autonome", saranno 175 gli impianti attivi nei due giorni di sciopero sull'intera rete autostradale, sul Grande Raccordo Anulare di Roma, sulla tangenziale di Napoli e su alcune strade consolari equamente distribuite in tutta Italia.

Durante le 48 ore di agitazione degli addetti, rimarranno aperte 19 stazioni di servizio sull'autostrada A1, 10 sulla A3, 15 sulla A4, 3 sulla A5, 4 sulla A6, 5 sulla A7, 2 sulla A8-A9, 6 sulla A10, due sulla A11, 8 sulla A12, 4 sulla A13, 20 sulla A14, 4 sulla A15 e sulla A16, 3 sulla A18 e sulla A19, 2 sulla A20, 6 sulla A21, 7 sulla A22, 2 sulla A23, 3 sulla A24, 2 sulla A25, 6 sulla A26, 2 sulla A27, sulla A28,sulla A30 e sulla A31, 3 sulla A32 e sulla A50, due sulla A51, una sulla A52, 4 sulla A55, 2 sulla A57, 3 sulla tangenziale di Napoli, 4 sul Gra e 2 sulla Roma-Fiumicino.

A tutti gli impianti sopra citati, infine, si devono sommare quelli aderenti all'Asnali, l'Associazione nazionale autonoma liberi imprenditori, i cui associati non aderiranno ad alcuna forma di protesta.

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