Carburanti / Il conto

Lo Stato si arricchisce con il caro benzina: in cinque mesi nove miliardi in più

Caro carburante, in sei mesi per gli italiani +347 euro a famiglia per benzina e diesel.  L'escalation dei listini di benzina e gasolio è iniziata lo scorso ottobre, quando i prezzi della verde hanno sfondato la soglia di 1,7 euro al litro

SCHEDA Vajont, Libano, Irpinia: le accise che paghiamo sulla benzina

ROMA. L'escalation dei listini dei carburanti alla pompa è costato in soli 6 mesi agli italiani oltre 9 miliardi per i maggiori costi di rifornimento alle auto. Nello stesso periodo lo Stato ha incassato oltre 25 miliardi a titolo di Iva e accise su benzina e gasolio. Lo rileva una indagine condotta dall'associazione dei consumatori Consumerismo No Profit e dal centro ricerca di "Alma Laboris Business School", società specializzata in master e corsi di alta formazione, che ha analizzato l'andamento dei listini alla pompa degli ultimi 6 mesi per capire quanto sia costato alla collettività il "caro-carburante" e quanto abbia guadagnato lo Stato grazie ai rincari alla pompa.

In base ai dati ufficiali del Mite, l'escalation dei listini di benzina e gasolio è iniziata lo scorso ottobre, quando i prezzi della verde hanno sfondato la soglia di 1,7 euro al litro iniziando una corsa al rialzo senza freni - spiegano Consumerismo e Alma Laboris - Considerando il parco veicolare italiano, i prezzi medi mensili dei carburanti registrati dal Ministero e una media di 2,5 pieni al mese, emerge che gli italiani tra ottobre 2021 e marzo 2022 hanno speso nel complesso 44,7 miliardi (oltre 23,5 miliardi di euro per i rifornimenti di benzina, 21,1 miliardi per il gasolio).

  • Finanziamento della crisi di Suez (1956) – 0,00723 euro
  • Ricostruzione post disastro del Vajont (1963) – 0,00516 euro
  • Ricostruzione post alluvione di Firenze (1966) – 0,00516 euro
  • Ricostruzione post terremoto del Belice (1968) – 0,00516 euro
  • Ricostruzione post terremoto del Friuli (1976) – 0,00511 euro
  • Ricostruzione post terremoto dell’Irpinia (1980) – 0,0387 euro
  • Finanziamento missione ONU in Libano (1982 - 1983) – 0,106 euro
  • Finanziamento missione ONU in Bosnia (1996) – 0,0114 euro
  • Rinnovo contratto autoferrotranvieri (2004) - 0,020 euro
  • Acquisto autobus ecologici (2005) – 0,005 euro
  • Ricostruzione post terremoto de L’Aquila (2009) – 0,0051 euro
  • Finanziamento alla cultura (2011) – 0,0071
  • Finanziamento crisi migratoria libica (2011) - 0,040 euro
  • Ricostruzione per alluvione che ha colpito Toscana e Liguria (2011) – 0,0089 euro
  • Finanziamento decreto “Salva Italia” (2011) – 0,082 euro
  • Finanziamento per ricostruzione post terremoto dell’Emilia (2012) – 0,024 euro
  • Finanziamento del “Bonus gestori” (2014) – 0,005 euro
  • Finanziamento del “Decreto fare” (2014) – 0,0024

Vajont, Libano, Irpinia: ecco tutte le accise che paghiamo sulla benzina

La crescita della benzina pare essere senza freni in questi giorni di guerra, tanto che il prezzo self service è arrivato anche a 2,40 euro al litro tra le proteste degli automobilisti. Ma quanto incidono le accise, aggiunte via via nel corso del tempo? Eccole tutte, una per una, in questa fotoscheda. In tutto incidono per 0,72 euro che con l'Iva arrivano a superare 1 euro



Nello stesso semestre dell'anno precedente i cittadini, in base ai prezzi medi dei carburanti in vigore da ottobre 2020 a marzo 2021, avevano speso per i medesimi consumi 35,6 miliardi di euro. Questo significa che negli ultimi 6 mesi gli italiani, a causa del caro-carburante, si sono ritrovati a spendere complessivamente 9,03 miliardi in più, pari in media a +347 euro a famiglia. La ricerca di Alma Laboris, poi, si sofferma sulla componente fiscale dei carburanti, e analizza gli introiti incamerati dalle casse statali negli ultimi 6 mesi.

"Dall'elaborazione dei dati pubblici, e in base alle proiezioni sul parco veicolare italiano, da ottobre a marzo lo Stato ha incassato 8,1 miliardi di euro con l'Iva sui carburanti, 17,2 miliardi con le accise, per un totale di 25,3 miliardi di euro - riferisce l'amministratore di Alma Laboris, Dario Numeroso - Mentre il peso delle accise è rimasto invariato rispetto al 2021 (0,728 euro su ogni litro di benzina, 0,617 euro sul gasolio) le entrate garantite dall'Iva sono aumentate grazie ai rincari alla pompa, e hanno determinato per le casse statali un "tesoretto" aggiuntivo che sfiora 1,7 miliardi di euro in soli 6 mesi".

Il peso delle imposte sui carburanti si è ridotto negli ultimi giorni grazie all'intervento del Governo sul taglio delle accise. Secondo un Report dell'Osservatorio sui conti pubblici diretto da Carlo Cottarelli il peso delle imposte sul prezzo della benzina è sceso con l'intervento del Governo al 25% a fronte del 34% registrato prima del decreto. Ma nel 1977 questo peso era arrivato al 60%. 

Prima dell'intervento i prezzi in termini reali, quindi al netto dell'inflazione, erano simili a quelli toccati durante le crisi petrolifere negli anni Settanta. Guardando ai ai prezzi in euro, l'Italia, prima dell'intervento del Governo era il secondo paese dopo l'Olanda per valore delle imposte indirette per ogni litro di benzina e il terzo per prelievo fiscale per litro (dopo Olanda e Finlandia). Con l'intervento del Governo, il prelievo si riduce notevolmente, portando il livello delle imposte al di sotto della media europea (0,81 euro/litro in Italia contro 0,85 nell'UE). Il nuovo prezzo finale è allineato a quello della Spagna e un po' più alto della media europea, ma più basso rispetto alle altre economie avanzate in Europa.

"L'Italia è al lavoro nella direzione di una maggiore indipendenza energetica in tempi rapidi - ha detto il viceministro dell'Economia, Laura Castelli - abbiamo fatto due decreti che hanno messo a terra 16 miliardi e un altro che abbiamo chiuso da poco che ne ha oltre 5. Probabilmente non sarà abbastanza, e si sta ragionando di autonomia energetica".

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