Economia / La classifica

L'Italia dei ricchi, con la pandemia altre 13 persone si sono aggiunte al club dei miliardari

Ora, secondo la rivista Forbes, sono 49 i "Paperoni" della penisola, ecco le new entry, che comprendono anche i leader di grandi aziende attive in produzioni connesse con l'emergenza sanitaria, per esempio i reagenti per i test. Il rapporto della ong Oxfam: negli ultimi venti mesi i ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i  patrimoni, mentre altre 163 milioni persone sono cadute in povertà a causa della pandemia".

TRENTO. La pandemia ha allargato il divario fra i più ricchi e chi dispone di redditi e patrimoni scarsi o addirittura non riesce a sbarcare il lunario.

Due anni di chiusure, crisi in diversi settori, licenziamenti, aumento della precarietà contrattuale per molti lavoratori si sono tradotti, per chi già era al vertice delle classifiche sulla ricchezza in un ulteriore consolidamento dei patrimoni e delle entrate economiche.
Il dato riguarda molti Paesi del mondo e l'Italia, che in fatto di diseguaglianze di reddito ha parecchi problemi da risolvere, è fra questi.

A fotografare questa tendenza "redistributiva" all'incontrario è anche un recente rapporto diffuso dal'organizzaqzione umanitaria Oxfam: "Nei primi 2 anni di pandemia i 10 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni, passati da 700 a 1.500 miliardi di dollari, al ritmo di 15.000 dollari al secondo, 1,3 miliardi di dollari al giorno. Nello stesso periodo si stima che 163 milioni di persone siano cadute in povertà a causa della pandemia".

Per quanto riguarda nello specifico i più ricchi in Italia, è la rivista Forbes a indicare che nel periodo marzo 2020-novembre 2021 al club ristreto dei miliardari tricolori se ne sono aggiunti 13, ora sono 49.

Per loro la pandemia, evidentemente, è stata una fase economicamente prolifica.

Forbes scrive che i soli 40 miliardari più ricchi detengono una ricchezza pari quanto posseduto dal 30% della popolazione italiana con redditi e patrimoni più bassi (18 milioni di persone).

Al top, secondo la classifica di Forbes, c'è Giovanni Ferrero, classe 1964, amministratore dell’industria dolciaria di famiglia (Nutella, Roche e altri marchi celebri): il suo patrimonio viene valutato in 35,1 miliardi di dollari.
Ferrero è l'italiano più in alto nella graduatoria mondiale dei ricchi: è al quarantesimo posto.

Alle sue spalle Mister Luxottica, Leonardo Del Vecchio ( 25,8 miliardi di dollari): la fabbrica che fondò sui monti del Bellunese, oggi chiamata Essilux (fusione con la francese Essilor), è diventata nei decenni una gigantesca multinazionale che ha acquisito vari marchi e aziende nel mondo.

Terzo posto, sempre secondo Forbes, per Stefano Pessina, numero uno della multinazionale delle farmacie Walgreens Boots Alliance: 9,5 miliardi di dollari.

Seguono Massimiliana Landini Aleotti (la donna più ricca d'Italia), proprietaria dell’azienda farmaceutica Menarini, patrimonio di 9,4 miliardi.

Quindi lo stilista Giorgio Armani, con una ricchezza di 7,7 miliardi dollari.

Silvio Berlusconi, che fra le altre cose è prorietario di Mediaset e della Mondadori: può contare su 7,6 miliardi di dollari, oltre due in più rispetto a un paio d'anni fa, secondo Forbes.

Si trovano poi i fratelli Augusto e Giorgio Perfetti (con 5,1 miliardi di dollari di patrimonio), proprietari della Perfetti Van Melle, azienda di dolciumi italo-olandese, suoi marchi noti come Golia, Mentos e Chupa Chups.

Ottavo Piero Ferrari (5,5 miliardi di dollari), figlio di Enzo e detentore del 10,2% della società automobilistica fondata dal padre.

Al nono posto, spiega Forbes, un imprenditore che con la pandemia lavora direttamente: Gustavo Denegri (5,4 miliardi), che presiede la DiaSorin, azienda produttrice di reagenti chimici per i test anche del covid. Nel mondo si colloca al 550° posto dei miliardari.

La classifica dei primi dieci miliardari italiani si chiude con Luca Garavoglia, presidente di Campari, il cui patrimonio è valutato da Forbes 5,2 miliardi di dollari.

A ridosso della top ten Miuccia Prada, con 5 miliardi di patrimonio, protagonista insieme al marito delel fortune della celebre casa di moda.

Fuori dalla top ten i nuovi arrivi nel club: si tratta di ben 13 persone che hanno superato la soglia da super-ricchi durante la pandemia.

Fra loro figura Sergio Stevanato (1,9 miliardi), presidente del gruppo omonimo, fra i leader mondiali nella produzione di fiale di vetro per medicinali (e ovviamente vaccini).

In classifica fra le new entry anche Alberto Bombassei (2,6 miliardi), presidente della Brembo, produttrice di sistemi frenanti, in particolare per automobili di alta gamma; John Elkann (2,2 miliardi di dollari) numero uno di Fiat e di Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli, oggi presidente anche di Stellantis, Ferrari, gruppo editoriale Gedi; i fratelli Marina e Alberto Prada (2,1 miliardi), dell’omonima casa di moda ; Giuliana e Marina Caprotti (1,6 miliardi), moglie e figlia di Bernardo Caprotti, storico fondatore dei supermercati Esselunga; Barbara Benetton (1,6 miliardi di dollari), figlia di Gilberto Benetton, fondatore dell’omonimo gruppo di abbigliamento; Antonio ed Emma Marcegaglia (1,3 miliardi), alla guida dell’azienda di famiglia con core business nell'acciaio; le quarantene e la necessità di fare sport a casa ha sospinto durante la pandemia anche Technogym, marchio leader nel campo di macchine e attrezzi fitness: il presidente e fondatore Nerio Alessandri è entrato così fra i miliardari (1,1 miliardi di dollari); arriva ora a un miliardo anche il patrimonio di Enrico Preziosi, presidente del Gruppo Giochi Preziosi, leader del mercato italiano nel settore dei giocattoli tradizionali; soglia dei Paperoni superata anche per Simona Giorgetta, nipote del leader del gruppo Mapei, Giorgio Squinzi, scomparso nel 2019, oggi azionista più rilevante del gruppo di materiali per l’edilizia; in classifica anche Andrea e Diego Della Valle di Tod’s, rispettivamente con un miliardo e con 1,6 miliardi di dollari.

Nella foto, dall'alto, Ferrero, Armani, Elkann, Delvecchio, Marcegaglia e Berlusconi.

Ma torniamo alle analisi sulel diseguaglianze di reddito.

Scrive ancora Oxfam nel Rapporto: "Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, ogni 26 ore un nuovo miliardario si è unito ad una élite composta da oltre 2.600 super-ricchi le cui fortune sono aumentate di ben 5 mila miliardi di dollari, in termini reali, tra marzo 2020 e novembre 2021.

Il surplus patrimoniale del solo Jeff Bezos nei primi 21 mesi della pandemia (+81,5 miliardi di dollari) equivale al costo completo stimato della vaccinazione (due dosi e booster) per l’intera popolazione mondiale.

È il virus della disuguaglianza, non solo la pandemia, a devastare così tante vite.

Ogni 4 secondi 1 persona muore per mancanza di accesso alle cure, per gli impatti della crisi climatica, per fame, per violenza di genere. Fenomeni connotati da elevati livelli di disuguaglianza.

Le donne che hanno subito gli impatti economici più duri della pandemia, hanno perso complessivamente 800 miliardi di dollari di redditi nel 2020, un ammontare superiore al PIL combinato di 98 Paesi, e stanno affrontando un aumento significativo del lavoro di cura non retribuito, che ancora oggi ricade prevalentemente su di loro. Mentre l’occupazione maschile dà segnali di ripresa, si stimano per il 2021 13 milioni di donne occupate in meno rispetto al 2019".

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