Trento / L'annuncio

Peterlana dà l'addio alle "Due Spade", dopo tanti anni nello storico ristorante

«Ho vissuto un periodo bellissimo ma ora avverto l'esigenza di cambiare, di impegnarmi di più per la Confesercenti e nella formazione. La crisi del covid non c'entra: ci pensavo da tempo prima, sentivo di essere verso il termine di un'esperienza. Ora toccherà ad altri prendere in mano questo locale solido e apprezzato, che ha oltre cinque secoli di storia»

TRENTO. Si chiude per Trento una luna pagina familiare legata a uno dei locali storici della città: il ristorante «Le Due Spade».

Il titolare, Massimiliano Peterlana, ha infatti annunciato questa mattina, con un comunicato, che dal 1° agosto lascerà la gestione: per quarant’anni il locale è stato sotto la guida della sua famiglia, prima dei sui genitori e poi sua.

Di certo, lascia intendere il noto ristoratore, la lunga storia delle "Due Spade", cominciata oltre cinque secoli fa, continuerà con nuovi protagonisti.

Peterlana lascia anche perché vuole dedicarsi con più impegno ad altre attività, con lo scopo di aiutare il settore di cui è uno dei principali protagonisti in Trentino: «Il mio desiderio - scrive - è quello di operare nel solco dell’esperienza maturata in questi anni. Per questa ragione, intensificherò il mio impegno dentro l’associazione di categoria che ho avuto l’onore di rappresentare negli ultimi anni, Confesercenti del Trentino, affiancando il mio attuale ruolo di vicepresidente con altre funzioni di responsabilità. Inoltre, un obiettivo a cui tengo molto è quello di valorizzare la mia esperienza trentennale nel settore, sia attraverso l’attività di consulenza, sia attraverso l’attività didattica, collaborando con le scuole alberghiere del territorio».


Si tratta di una scelta maturata già da un po': «La decisione di dedicarmi ad altro – sottolinea Peterlana – era da tempo nei miei desideri e non è direttamente legata alla lunga crisi che stiamo attraversando.

Certo sono stati mesi molto difficili, per tutti e soprattutto per il mondo della ristorazione. Ma "Le Due Spade" è una realtà solida, con una clientela ampia e molto affezionata. Le ragioni, semmai, sono legate alla voglia di cambiare vita, di accogliere nuove sfide, di liberare energie che da tempo reclamano spazio.

Già prima della pandemia, stavo riflettendo sul mio lavoro: dopo tanti anni d’impegno avevo la percezione di essere giunto al termine di un’esperienza.

La mancanza di nuovi stimoli, la sensazione di aver perduto il consueto entusiasmo, la consapevolezza di aver dato il più e il meglio nella crescita del mio ristorante sono stati i fattori che mi hanno corroborato in questa decisione. Oggi il ristorante è in una delle fasi più belle della sua storia. È quindi arrivato il momento di voltare pagina.

Ho ereditato questo bellissimo lavoro da mio padre e da mia madre, ma i miei figli hanno progetti diversi per la loro vita, per i quali ho molto rispetto.

Tramontata l’ipotesi di una continuità in seno alla mia famiglia, ho quindi capito che l’esperienza de "Le Due Spade" potesse essere, per quanto ci riguarda, da considerarsi conclusa. Anche le vicende più belle e longeve hanno una fine.

Certamente, per un esercizio antico di oltre cinquecento anni come il nostro, la storia non può certo finire qui.

Il ristorante riaprirà con nuove persone, con un nuovo progetto, con nuove energie.

Certo non è stata una decisione facile.

Non si liquida un’esperienza così ricca e duratura con leggerezza.

I periodi di chiusura causati dal virus, tuttavia, mi hanno aiutato a prendermi il tempo per una riflessione profonda e consapevole.

Si tratta di una decisione sofferta ma anche molto serena: sono stati anni molto intensi, meravigliosi, dove ho voluto spendermi molto per la crescita del locale e durante i quali devo dire di aver anche ricevuto molto: dal territorio, dagli operatori del mio settore, dai clienti trentini o di passaggio nella nostra città: a tutti mi sento di dire un grande grazie».

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