Cooperazione, 120 candeline in una fase tra luci e ombre

di Francesco Terreri

La Cooperazione trentina, o come si spiegherà sabato il «distretto cooperativo», ha creato negli anni della crisi 2.459 nuovi posti di lavoro, passando da poco più di 18 mila dipendenti nel 2009 a 20.500 nel 2014 con un incremento del 13,6%. Tra le 492 cooperative e i 19 consorzi, non sono poche le eccellenze, dai colossi agroalimentari alle cooperative di lavoro e sociali che garantiscono occupazione a soggetti deboli. Ma le coop sono anche alle prese con l'esplodere di una crisi immobiliare da mezzo miliardo di euro, da Trento al Primiero, dalle sofferenze delle Casse rurali ai progetti commerciali impantanati.

Con l'anteprima svoltasi domenica nel Bleggio, nelle terre di don Lorenzo Guetti , e con la festa prevista questo fine settimana, la Cooperazione trentina ricorda i 120 anni dalla sua fondazione.

Nell'editoriale dell'ultimo numero del periodico delle coop, il presidente della Federazione Giorgio Fracalossi sottolinea: «C'è un'impresa che negli ultimi anni ha creato occupazione, spesso si è sostituita ad altre imprese in crisi, ha pagato più tasse (in proporzione) di qualsiasi altra, è cresciuta di valore. È l'impresa cooperativa».

La «resilienza» coop, cioè la capacità di non farsi logorare dalla crisi, emerge dal quadro trentino del movimento, insieme però ad alcuni nodi non sciolti, anzi in aggravamento proprio in questi giorni, dal rapporto tra manager e soci al coinvolgimento nella crisi immobiliare.

Il caso più recente che ha visto una nuova crisi tra management e soci di una coop è quello della Sft. Il direttore della cooperativa frutticola Armando Paoli si è dimesso, ufficialmente per motivi familiari, di fatto perché ritenuto responsabile di operazioni finanziarie poco chiare, su cui indaga anche la Guardia di Finanza. Ma l'assemblea si è spaccata sul ruolo del presidente Mauro Coser , indagato per truffa e frode in commercio e esponente di spicco dell'intera Cooperazione, essendo non solo nel cda ma anche nel comitato esecutivo di Federcoop.

Il caso del direttore della Sft è già il secondo in un anno dopo quello del manager della Btd Servizi Primiero Fabiano Dalla Sega, sfiduciato dagli stessi amministratori della società.

Il crac della cooperativa edile Btd, ora in liquidazione coatta amministrativa, ha portato alla perdita di 50 posti di lavoro e all'azzeramento di un patrimonio sociale di oltre 8 milioni. Ma ha anche contribuito ad appesantire i conti di più di una Cassa rurale , da Rovereto a Primiero e Vanoi . Le Rurali contano ormai 1 miliardo 200 milioni di crediti in sofferenza. Di essi, 527 milioni (al 31 dicembre 2014) sono prestiti deteriorati nel mattone.

Una parte di essi deriva dagli stessi progetti coop come quelli del Sait e della cooperazione di consumo attraverso le società Coopersviluppo , Immobiliare Gabbiano , Levicopolis , Levico Altinate , Primiero Sviluppo . Le società impegnate in centri commerciali di difficile o ritardato realizzo contano complessivamente debiti finanziari per oltre 30 milioni.

Su Primiero Sviluppo è appena arrivata la tegola della sentenza del Consiglio di Stato (vedi l'Adige cartaceo dei giorni scorsi), che mette a repentaglio la stessa Famiglia cooperativa di Primiero, socia insieme a Btd e Coopersviluppo-Sait. Il nuovo vertice di Primiero Sviluppo dopo l'allontanamento di Fabiano Dalla Sega, con Renato Dalpalù come presidente, Diego Schelfi e Francesca Broch come consiglieri, e la Federazione hanno incontrato la Provincia per cercare una via d'uscita ma non è facile.

La Famiglie cooperative, in teoria i primi beneficiari, finiscono per trovarsi sulle spalle gli oneri di questi progetti immobiliari, mentre sul piano commerciale resistono alla crisi dei consumi: +3% le vendite quest'estate, qualcosa meno all'inizio dell'autunno. E si ampliano i progetti di fusione per rafforzarsi: dopo le Vallate Solandre di Marina Mattarei e la Königsberg in Rotaliana, si lavora ad aggregazioni in Alta Valsugana, in Bassa Valsugana e in Rendena.

A Vigo Lomaso hanno dunque preso il via le celebrazioni per i 120 anni della Federazione delle cooperative, costituita da don Lorenzo Guetti il 20 novembre 1895. Il primo pensiero è andato alle vittime degli attentati di Parigi. Sono intervenuti don Marcello Farina , il presidente di Federcoop Giorgio Fracalossi, il sindaco Alberto Iori , il presidente della Cassa rurale don Guetti Sandro Bella, lo storico Alberto Ianes.

Domani, venerdì, l'inaugurazione della festa in via Segantini è prevista alle 17.30, ma le iniziative partono dalla mattina con la «Giornata del revisore» e proseguono con l'apertura della Piazzetta del gusto e della Cittadella della cooperazione. Lo spettacolo serale è un tributo a Adriano Celentano.

Sabato alle 9 è in programma il convegno «Trentino, distretto cooperativo» con interventi, tra gli altri, del presidente di Confcooperative Maurizio Gardini e di Enzo Rullani dell'Università di Venezia. Alle 14.30 c'è «Innoviamo! Idee, progetti, esperienze per costruire la cooperazione di domani». Alle 15.30 Cassa Centrale Banca incontra i giovani delle Casse rurali. Alle 17 l'Euricse presenta il Rapporto sulla cooperazione in Italia.

Serata-evento con gruppi musicali giovanili. Domenica sono in programma, tra l'altro, «In cucina con le stelle» e lo spettacolo di Lucio Gardin «La cooperazione vien ridendo».

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