Recuperati 82 milioni dall'evasione fiscale

Nei primo otto mesi di quest’anno l’Agenzia delle Entrate di Trento ha assestato all’evasione fiscale un colpo da 82 milioni di euro. A tanto ammontano le riscossioni da attività di controllo incassate tra gennaio e agosto. Il totale 2013, vicino ai 60 milioni, è stato già superato a due terzi dell’anno. L’incremento è del 37%, record in Italia

di Francesco Terreri

Nei primo otto mesi di quest’anno l’Agenzia delle Entrate di Trento ha assestato all’evasione fiscale un colpo da 82 milioni di euro. A tanto ammontano le riscossioni da attività di controllo incassate tra gennaio e agosto. Il totale 2013, vicino ai 60 milioni, è stato già superato a due terzi dell’anno.

 

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L’incremento è del 37%, record in Italia. I risultati più consistenti sono stati ottenuti sui grandi evasori mentre arrivano i primi riscontri dalle indagini finanziarie. Sul risultato può aver influito il maxi recupero di 44 milioni di imposte non pagate dal crac Bagaglino (residence a Madonna di Campiglio), una vecchia vertenza definita dalla Corte di Cassazione ai primi di quest’anno.

 

Dopo un 2013 con qualche affanno, il Trentino torna al top tra le regioni dove si colpisce maggiormente l’evasione fiscale. A livello nazionale l’Agenzia delle Entrate ha riscosso in otto mesi 5,4 miliardi di euro di imposte non pagate, il 60% circa dell’obiettivo
che si è data quest’anno, 9 miliardi. La direzione provinciale di Trento, guidata da Vincenzo Giunta, è prima in Italia per grado di aggiungimento dell’obiettivo monetario: 134%, cioè, appunto, 82 milioni rispetto ai 61 preventivati 60 quelli ottenuti nel 2013). Di essi, 8 milioni sono accertamenti da ruolo, 24 milioni versamenti diretti. Al secondo posto troviamo la Lombardia, dove il fisco ha incassato 1,7 miliardi pari al 67% dell’obiettivo previsto quest’an-no. Al 66% è la Val d’Aosta mentre la Sicilia è al 62% dell’obiettivo. Male Bolzano, dove le riscossioni si fermano a 22 milioni, il 44% appena dell’obiettivo annuale di 50 milioni.

 

Gli accertamenti fatti in Trentino nei confronti dei grandi contribuenti sono stati 17 e tutti hanno portato a rilevare imposte non pagate  indice di positività dei controlli del 100%. Anzi, la maggiore imposta accertata oggetto di definizione è addirittura superiore a quella  accertata in un primo momento, raggiungendo i 3,5 milioni, mentre il riscosso è di 2,5 milioni. A livello nazionale, tra i «grandi» è stata accertata una maggiore imposta da pagare di 1,1 miliardi, con un riscosso di 588 milioni circa.

 

Primi risultati sono stati raggiunti negli accertamenti assistiti da indagini finanziarie, quelli cioè basati sull’incrocio di banche dati più che sui controlli sul posto. La maggiore imposta accertata oggetto di definizione è pari a circa 800 mila euro, molto superiore  all’accertamento iniziale. A livello nazionale l’accertamento è stato di 123 milioni.

«Siamo soddisfatti della situazione fotografata da questi dati - commenta il segretario del sindacato Flp Giuseppe Vetrone - L’indice di positività dei controlli risulta molto buono e dimostra che l’Agenzia porta a casa risultati. Positivo è anche l’andamento dei contenziosi tributari, che conferma la solidità dei verbali di accertamento e del lavoro dei dipendenti. Si può però migliorare - prosegue Vetrone - nell’area degli accertamenti di iniziativa, cioè dell’attività investigativa nei confronti di evasori insospettati: ad essa l’amministrazione dovrebbe destinare un gruppo di funzionari dedicati».

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