L’intervista a Jerry Calà all’Auditorium, sabato 7 febbraio per la rassegna Audipop
TRENTO – Torna a teatro Jerry Calà è uno dei più famosi e popolari personaggi dello spettacolo italiano. La sigla è quella dello show “Non sono bello… piaccio” in scena all’Auditorium di Trento sabato 7 febbraio per la rassegna Audipop. In “Non sono bello… piaccio” l’artista veronese ripercorre i suoi oltre 50 anni di carriera in una storia che ha scritto alcune pagine significative del Cinema della commedia all’italiana. Ad accompagnarlo in questa avventura l’orchestra dal vivo diretta da Sabino Barone.
Jerry Calà, il suo “Non sono bello…piaccio” ha debuttato nel 2011 quale il segreto del successo di questo show?
“Diciamo che è uno spettacolo che ha ormai radici profonde ma non è sempre uguale, il titolo è lo stesso ma è sempre in aggiornamento, in continua evoluzione. Il successo è incredibile perché fa alzare il pubblico a ballare e cantare, il teatro si trasforma in una festa. Mi racconto attraverso la musica che ha fatto da colonna sonora ai miei film come “Sapore di mare” o “Vacanze di Natale” ma anche con quella con cui sono cresciuto. Ad esempio lo spettacolo inizia con un omaggio, anzi una messa cantata a cui partecipa tutto il pubblico per Lucio Battisti. Il tutto è condito da dei piccoli monologhi in cui metto a confronto l’oggi con gli anni sessanta e ottanta. E la gente ci sta, il successo è dovuto al fatto che il pubblico è transgenerazionale ma tutti conoscono le canzoni, sia i miei coetanei, sia chi ha quarant’anni che i giovani”.
C’è appunto tanta musica con un’orchestra dal vivo.
“Sì, ci tengo a sottolineare che grazie ai bravissimi musicisti dell’orchestra che mi accompagnano è tutto genuinamente live. Tanti usano basi, aiutini, per noi è tutto rigorosamente “a mani nude””.
Cinquant’anni di carriera cosa le manca di più dei tempi del cabaret con i Gatti di Vicolo miracoli?
“Oltre alla gioventù forse la spensieratezza degli inizi, quando non hai niente da perdere e tutto da conquistare ti butti, non hai paura, sei molto coraggioso, produttivo. Invece quando hai raggiunto una posizione subentra la preoccupazione di mantenerla”.
La soddisfazione più bella?
“Quando andai nel 1993 al Festival di Berlino con il film d’autore “Diario di un vizio” di Marco Ferreri. La critica italiana che mi aveva sempre malmenato ha istituito un premio speciale per me (Premio del Gotha della critica italiana come miglior attore). A sorpresa mi hanno invitato in un ristorante a Berlino che si chiama l’Orso e quando entrai applaudirono tutti i critici italiani che forse mi chiedevano anche un po’ scusa per non aver capito le mie doti di attore”.
Il rimpianto più grande?
“Credo molto nelle sliding doors, quando non fai una cosa te ne succedono altre. Forse è stato il fatto di essere andato via da quel gruppo che poi ha fatto tutti i cinepanettoni. Non so da un punto di vista artistico ma da un punto di vista economico avrei fatto meglio a restare”.
Cosa la divertiva e diverte di più nel fare cinema?
“Il bello di fare un film è andare sul set con tutta la preparazione del palco, le luci. E poi fare le scene, ripeterle finché non sono perfette. E’ una magia mentre si fa e anche dopo, quando vai al cinema con la gente in sala e vedere le reazioni, i commenti, è veramente impagabile. Da quando sono regista poi è ancora diverso perché sei il padrone del set, tutti pendono dalle tue labbra, devi dire cosa si fa e cosa non si fa insomma è davvero una doppia libidine (ride divertito Calà n.d.r.)”.
Cosa pensa della televisione di oggi?
“Guardo poco la televisione generalista, la trovo un po’ ferma, addirittura torna indietro a vecchi format, c’è un po’ di crisi creativa. Guardo di più serie e film sulle piattaforme”.
Tornando al teatro cosa le piace di più di questa dimensione?
“E’ un’emozione che inizia da quando arrivi nei camerini e senti che la sala si inizia a riempire e magari dai una sbirciatina dal sipario. Poi quando si apre sentire le reazioni, gli applausi, le risate. Alla mia età mi entusiasma ancora andare in giro a fare spettacoli e sono felice di essere finalmente anche a Trento”.