La rana in croce di Kippenberger scandalizza ancora
Dopo le polemiche nel 2008 a Bolzano, ora critiche anche a Vienna. Le prime critiche contro la rana e altre opere esposte sono state sollevate dal partito di destra Fpö e il suo leader Herbert Kickl ("figuriamoci lo scandalo, se altre religioni venissero trattate in questo modo"), poi è intervenuto anche il partito popolare Övp del cancelliere Christian Stocker
BOLZANO. Dopo Bolzano, Vienna: suscita ancora polemiche, a 35 anni dalla sua realizzazione, l'opera artistica di Martin Kippenberger della rana verde crocifissa, boccale di birra in una mano e un uovo nell'altra. Nel 2008 scatenò a Bolzano un fiume di polemiche, quando fu esposta nell'appena inaugurato Museion, il museo d'arte moderna e contemporanea.
Ci furono scioperi della fame, interventi della Diocesi e critiche dal Vaticano e pure il ritiro della candidatura alle elezioni provinciali di Franz Pahl per la Svp. A 17 anni di distanza la polemica si riaccende, questa volta però a Vienna, dove l'opera attualmente è esposta nell'ambito di una mostra al Künstlerhaus sulla tradizione iconografica cristiana e le sue interpretazioni contemporanee.
Le prime critiche contro la rana e altre opere esposte sono state sollevate dal partito di destra Fpö e il suo leader Herbert Kickl ("figuriamoci lo scandalo, se altre religioni venissero trattate in questo modo"), poi è intervenuto anche il partito popolare Övp del cancelliere Christian Stocker: "La rappresentazione della Madonna come transgender, bandiere palestinesi sulla Votivkirche, Gesù Cristo raffigurato come una rana crocifissa. Questo non è accettabile. A tutti i progressisti: lasciate in pace la nostra religione. La libertà di religione ha i suoi limiti, così come la libertà dell'arte", ha scritto il partito su Facebook.
Il referente per la cultura della Övp Laurenz Pöttinger, poco dopo, ha però ridimensionato la polemica. "La libertà dell'arte non può essere limitata, a patto che non superi i confini della legge", ha precisato.