Arte / La storia

I segreti del Premio Vittorio Sgarbi: 1.124 partecipanti, 300 euro a testa per mettersi in mostra e sentirsi artisti vincitori (con il selfie)

A Ferrara la premiazione, una folla da stadio in un capannone, e il celebre critico ammette: lui con il premio non c’entra nulla e «la maggior parte delle opere sono inguardabili». Ma tutti pagano

di Gigi Zoppello

TRENTO. Volete mettere la soddisfazione di dire «ho vinto il premio Vittorio Sgarbi»? E volete mettere la gioia di poter vedere la propria opera d’arte esposta in un capannone, dove farsi un selfie con il grande critico davanti al proprio quadro? Sono centinaia gli aspiranti (esattamente 1.121, ci pare di contare) che hanno partecipato alla prestigiosa kermesse, culminata in dicembre 2021 con un grande evento pubblico, al quale il presidente del Mart, onorevole, sindaco di Sutri e critico ha presenziato, con uno spettacolare arrivo in spider d’epoca.

IL VIDEO

I segreti del Premio Vittorio Sgarbi. Ecco cosa c’è dietro

Il celebre critico ha un premio a lui intitolato. Ma spiega che "non c'entro nulla". Intanto oltre mille aspiranti artisti hanno pagato per una targa, una mostra in un capannone e un catalogo

Occorre dire – lo ha spiegato lui stesso – che Vittorio Sgarbi con il «Premio Vittorio Sgarbi» non c’entra nulla. Lui quelle opere arrivate da tutta Italia non le ha selezionate, e in gran parte non le ha neanche mai viste. Di più: «Dobbiamo dire che la maggior parte sono inguardabili» ha sentenziato dal palco. Ma poi è sceso fra il pubblico (ovviamente senza mascherina), per un bagno di folla: ogni partecipante ha voluto il selfie («il triste rito», lo ha definito lui) con il celebre esperto d’arte.

Una bella festa di popolo, con un risvolto: a tutti i «selezionati» è arrivato il catalogo, con una targa di partecipazione. Abbastanza perchè ognuno si sia sentito «vincitore del premio Sgarbi». Anche perché ogni partecipante ha dovuto contribuire alle spese: 400 euro a testa, tutto compreso (anche il selfie).

In realtrà i vincitori si contano sulle dita di una mano. Ma volete mettere queste sottigliezze?

A organizzare il tutto, è stata la società EA Arte di Palermo, che vanta l’organizzazione di eventi artistici e la promozione di mostre ed artisti a livello nazionale. Società che abbiamo provato a contattare, ma che non risponde alle e-mail, mentre il numero della galleria d’arte di Palermo risulta «non disponibile», quindi probabilmente staccato.

Per la società – non sappiamo quanto abbia percepito Sgarbi, immaginiamo sia andato gratis per il prestigio della kermesse – un successo. Se 1.121 partecipanti hanno pagato ognuno 300 euro, possiamo immaginare che il bilancio abbia avuto introiti per circa 300.000 euro. Da cui ovviamente vanno detratte le spese per la festa, l’allestimento e l’affitto del capannone di Ferrara. 

E per ogni aspirante artista, in fondo, il prezzo è giusto: catalogo, targa, esposizione e selfie con Sgarbi, tutto incluso. Alla prossima edizione!

 

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