Alimentare

Trentingrana: costi in aumento e prezzi in calo, filiera sotto pressione. Ma la domanda resta solida

A Mezzocorona il punto sul settore lattiero-caseario tra rincari, aumento dell’offerta e prezzi in frenata. Il comparto tiene sull’export ma restano criticità per allevatori e caseifici, con il nodo della Pac e dei costi energetici

MEZZOCORONA. Il progetto di valorizzazione del Trentingrana entra in una nuova fase e comincia a mostrare i primi risultati. Lo ha detto il presidente di Trentingrana Concast, Stefano Albasini, aprendo al PalaRotari il primo convegno annuale del consorzio, intitolato “Insieme, il futuro prende forma. Disegnare il domani in un mondo che cambia”. Al centro della mattinata, partecipata da circa 400 ospiti, il tema dell’efficienza produttiva e della sostenibilità della filiera, anche alla luce degli investimenti sostenuti con fondi del Pnrr.

A fare il punto sul contesto economico del lattiero-caseario sono stati Mirco De Vincenzi e Alberto Lancellotti di Clal, che hanno descritto un quadro segnato da tensioni geopolitiche, rincari energetici e maggiore produzione di latte a livello globale, europeo e nazionale. Secondo l’analisi presentata, la domanda resta solida, come confermano i dati dell’export 2025, ma l’aumento dell’offerta ha portato a una moderazione dei prezzi delle principali commodity e a una flessione rispetto ai picchi registrati nel 2025. In Italia, tuttavia, i formaggi Dop continuano a rappresentare uno sbocco decisivo, assorbendo circa il 46% del latte nazionale.

Le ricadute di queste dinamiche sul comparto del grana sono state approfondite da Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano, che ha ricordato come nel 2025 i consumi siano cresciuti del 2,6%, con un aumento del 2,2% in Italia e del 3% all’estero. Sul fronte provinciale, Simone Bonapace e Franco Paoli hanno illustrato le scelte commerciali di Concast, soffermandosi sugli investimenti nel reparto per la grattugia del formaggio e nella valorizzazione delle rimanenze di lavorazione. Un modello che coinvolge 13 caseifici e oltre 600 allevatori e che, secondo il consorzio, può rafforzare il valore aggiunto garantito dal sistema cooperativo.

A chiudere il quadro sono stati Marco Ramelli, con i dati di bilancio 2025 e le previsioni per il 2026, l’europarlamentare Herbert Dorfmann, intervenuto in videomessaggio da Bruxelles, e l’assessora provinciale Giulia Zanotelli. Entrambi hanno richiamato l’attenzione sul peso delle future scelte europee, in particolare sulla Pac, indicata come una delle partite decisive per il settore agricolo da qui al 2035. Nel confronto è emersa la necessità di continuare a sostenere le aziende di montagna e di difendere il ruolo dei territori autonomi, in una fase in cui la tenuta economica della filiera resta legata alla capacità di coniugare qualità, cooperazione e programmazione.

comments powered by Disqus