Coltellini, nessuna sanzione per chi li usa in montagna o per lavoro: tutte le novità
Il Senato modifica il decreto per distinguere tra uso legittimo e rischi per la sicurezza. Le nuove regole puntano a chiarire i limiti ed evitare sanzioni ingiustificate, mantenendo alta l’attenzione nelle città
FOTOSCHEDA - Coltelli pieghevoli vietati dal Decreto Sicurezza
LA PROTESTA Schützen altoatesini contro il decreto
IL LEGALE Canestrini: “Solita logica del populismo penale”
ROMA. Il decreto sicurezza cambia rotta sul porto di coltelli: il Senato ha approvato correttivi che introducono il principio del “giustificato motivo”, escludendo sanzioni per chi utilizza coltellini per attività lecite come escursionismo, alpinismo o raccolta dei funghi. La modifica riguarda anche le lame superiori ai cinque centimetri, per le quali ora sarà possibile dimostrare l’uso legato a esigenze concrete. Nel testo iniziale questa possibilità era prevista solo per lame oltre gli otto centimetri. Viene inoltre sanata una difformità sulle pene minime, che risultavano più basse per strumenti più grandi, e chiarito il perimetro dei coltelli con meccanismo a scatto, distinguendoli da quelli con semplice blocco della lama.
L’intervento punta da un lato a rassicurare frequentatori della montagna e lavoratori che utilizzano questi strumenti, dall’altro a contrastare l’uso improprio tra i più giovani, soprattutto nei contesti urbani. La stretta si inserisce nel quadro delle misure per la sicurezza pubblica, alla luce di episodi violenti legati al porto di armi bianche. «La norma si inserisce nel binario delle misure per favorire la sicurezza dei cittadini ed eliminare pessime pratiche tra i giovanissimi», ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì.
Sul tema si era acceso il confronto anche con il mondo dell’escursionismo. Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, aveva sottolineato la necessità di evitare norme troppo generiche che rischiano di colpire strumenti indispensabili in ambiente naturale. Sulla stessa linea le richieste di revisione arrivate da associazioni legate alle tradizioni locali.