Giustizia

Tentato omicidio, quattro anni per il pestaggio: un 25enne ferito con un monopattino

La vittima era stata operata la notte del 18 luglio 2021 e aveva ripreso conoscenza dopo diverse settimane. Gli investigatori avevano potuto sentire il giovane solo un mese e mezzo dopo i fatti, raggiungendolo nel centro riabilitativo Villa Rosa, dove era stato trasferito. Era stato lui stesso a riconoscere gli aggressori. Ma al pestaggio avrebbero partecipato anche altri soggettI

TRENTO. Si è chiuso con un doppio patteggiamento il procedimento per il brutale pestaggio avvenuto la notte del 18 luglio 2021 nei pressi di un locale di Trento nord. Vittima un giovane originario del Sudamerica, che all'epoca dei fatti aveva solo 25 anni, ed era stato colpito alla testa con un monopattino, oltre che raggiunto da calci e pugni.

Aveva rischiato di morire per soli 50 euro: a tanto ammontava la somma che gli aggressori gli dovevano. In due sono finiti a processo per tentato omicidio: Haithem El Khayati, 39enne originario della Tunisia, difeso dall'avvocata Elena Gabrielli, e Andrea Gallo, 27enne di Trento, assistito dall'avvocato Giuliano Valer, nei giorni scorsi hanno patteggiato quattro anni ciascuno davanti al gup Marco Tamburrino. Se Gallo ha ottenuto la detenzione domiciliare sostitutiva, la stessa misura (con possibilità di uscire di casa dalle 3 alle 6 ore al giorno per benessere psicofisico) è stata chiesta anche per El Khayati ed è ora al vaglio del giudice.

La violenta lite, culminata con un pestaggio e con il colpo potenzialmente mortale inferto alla testa della vittima, era scoppiata nel cuore della notte. A parlare con la polizia, raccontando l'accaduto e dando il via alle indagini, era stato il fratello del giovane ferito. Aveva spiegato di averlo trovato a terra nel piazzale vicino al locale in cui avevano trascorso la serata.

C'erano altri due-tre soggetti vicino. Pensava che fosse finito a terra perché aveva bevuto troppo e lo aveva portato a casa; successivamente si era accorto che le condizioni peggioravano e aveva deciso di portarlo al pronto soccorso. Il giovane ferito era stato subito sottoposto ad una operazione alla testa a causa di una emorragia interna. "Lesioni cranio-encefaliche complesse" avevano evidenziato i medici nel referto. Come ricostruito dagli investigatori della squadra mobile, la vittima era stata colpita prima con schiaffi, poi con calci e pugni al capo da entrambi gli imputati, ma era stato il trentino a sferrare il violento colpo alla testa con il monopattino.

La procura ha contestato agli imputati di aver causato "lesioni gravissime con conseguente morte se non trattate chirurgicamente entro ristretti limiti temporali".

La vittima era stata operata la notte del 18 luglio 2021 e aveva ripreso conoscenza dopo diverse settimane. Gli investigatori avevano potuto sentire il giovane solo un mese e mezzo dopo i fatti, raggiungendolo nel centro riabilitativo Villa Rosa, dove era stato trasferito. Era stato lui stesso a riconoscere gli aggressori. Ma al pestaggio avrebbero partecipato anche altri soggetti. I due finiti a processo per tentato omicidio avevano sostenuto di non essere stati loro a colpire la vittima: ma tale circostanza non li avrebbe comunque "salvati" dall'accusa di concorso morale nel reato.

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