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Simoni si ricandida alla guida della Cooperazione trentina per un terzo mandato

Questa mattina sono state inviate le lettere con la proposta di candidatura ai soci. Il presidente uscente ha quindi deciso di rimettersi in gioco dopo che il cda di via Segantini non era riuscito a trovare un accordo sul nome del prossimo candidato presidente in vista dell'assemblea elettiva del 12 giugno.

TRENTO. Roberto Simoni si ricandida alla guida della Cooperazione trentina "per accompagnare un'evoluzione concreta del sistema e traghettarlo, con responsabilità e visione, verso una futura governance solida e preparata". Questa mattina sono state inviate le lettere con la proposta di candidatura ai soci.

Il presidente uscente ha quindi deciso di rimettersi in gioco dopo che il Cda di via Segantini non era riuscito a trovare un accordo sul nome del prossimo candidato presidente in vista dell'assemblea elettiva del 12 giugno.

"Non essendosi realizzate le condizioni per una candidatura unitaria, si è aperta una riflessione più ampia con il sistema cooperativo, che ha messo al centro, prima di tutto, metodo e contenuti. Da questo percorso è emersa la richiesta di garantire continuità e stabilità al lavoro avviato. Per questo ho dato la mia disponibilità a un terzo e ultimo mandato, con l'obiettivo di accompagnare la Federazione in una fase che richiede coesione e capacità di tenere insieme il sistema. Sarà ora il confronto con le associate e il passaggio assembleare a definire il percorso", si legge nella lettera inviata ai soci.

Un documento in cui Simoni indica i punti su cui intende lavorare, partendo dal rafforzare l'unità ed il ruolo della cooperazione attraverso la capacità "di essere sistema, di rappresentare interessi collettivi e di incidere davvero nelle scelte che riguardano il territorio", assumendosi "responsabilità comuni" per "parlare con una voce più autorevole e riconoscibile".

Dare più forza ai Comitati di settore e "maggiore forza ai vicepresidenti, chiamati a guidare i settori con responsabilità", è un altro dei punti della lettera, in cui si sottolinea che il futuro Cda dovrà lavorare "valorizzando e condividendo il lavoro che nasce nei settori, accompagnandone lo sviluppo" da un lato, e "dall'altro portando avanti le iniziative trasversali, che riguardano l'intero sistema e richiedono una visione comune".

Altro "impegno che considero decisivo", scrive ancora Simoni, "è preparare il futuro. Per questo vogliamo sviluppare ulteriormente la ricerca e la formazione, come già avviato negli ultimi anni con istituti scolastici, università e centri di ricerca, per formare una nuova generazione di amministratori e dirigenti".

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