Il caso

Nausea, febbre e problemi intestinali al torneo: falcidiata squadra trentina under 15

È successo domenica scorsa all'evento Gallini Cup a Pordenone. Malesseri comparsi dopo una cena a base di pasta al pesto e carne in un agritur convenzionato. Diciotto tra calciatori e staff hanno accusato gli stessi sintomi. Tre hanno lasciato il ritiro. Alcuni ragazzi delle formazioni avversarie sono stati portati in ospedale

di Marica Viganò

TRENTO. La partecipazione al torneo internazionale più grande d'Italia e più importante d'Europa, il Gallini Cup a Pordenone, si è trasformata in una vera e propria "corsa a ostacoli" per un gruppo di calciatori trentini under 15: la squadra è stata falcidiata da problemi intestinali dopo un pasto consumato in un agriturismo convenzionato.

Oltre ai giovani partiti dal Trentino, sono stati male - al punto da ricorrere al pronto soccorso - anche i ragazzi di altre tre squadre (due italiane ed una straniera) che avevano mangiato nello stesso locale. Il risultato? In campo, domenica scorsa, sono andati gli undici (e unici) calciatori trentini che stavano bene, ma alcuni di loro hanno dovuto abbandonare la partita per raggiungere il bagno.

Gli altri hanno passato la giornata in hotel, a combattere contro la nausea, i dolori addominali, la dissenteria. Tre ragazzi hanno lasciato il ritiro e sono tornati a casa con i genitori. Il gruppo under 15, formato da 21 giocatori del 2011 e cinque membri dello staff, era partito dal Trentino venerdì scorso.

«Domenica mattina, giorno di Pasqua, un ragazzo è venuto da me lamentando fortissimi dolori alla pancia. Aveva 39 di febbre e continuava ad andare in bagno. Abbiamo subito chiamato i genitori, che tra l'altro erano venuti a Pordenone per seguire il torneo - spiega l'allenatore - Lì per lì non ho dato peso all'accaduto. Ma prima della partita si sono sentiti male altri ragazzi. Tra giocatori e staff in 18 hanno avuto gli stessi sintomi. Da una rosa di 21 giocatori sono riuscito a mandare in campo gli undici che stavano meglio, ma alcuni hanno dovuto interrompere la partita per i dolori alla pancia. Erano disidratati, non stavano in piedi. Io stesso ho accusato gli stessi sintomi il giorno dopo».

Colpiti dal mal di pancia anche i ragazzi veneti scesi in campo dopo i trentini e pure i giocatori di una squadra laziale e di una estera: la sera prima tutti avevano cenato nello stesso agritur. Nel corso di una partita è stata addirittura chiamata l'ambulanza. In ospedale hanno certificato che si è trattato di un'intossicazione alimentare. «Forse è stata la carne: tutti quelli che sono stati male avevano mangiato la pasta al pesto e un secondo di carne - spiega l'allenatore - Non abbiamo presentato denuncia, dato che partiranno accertamenti automatici dopo la visita in ospedale dei calciatori di altre squadre, ma attraverso una lettera abbiamo segnalato l'accaduto ai responsabili del torneo. Il Gallini Cup, tra l'altro, è uno degli eventi più prestigiosi e vanta un'organizzazione impeccabile. Gli organizzatori, quando hanno saputo dei problemi intestinali, sono stati gentilissimi e hanno trovato subito un'altra soluzione per i pasti».

La squadra trentina è comunque riuscita a qualificarsi. «È stata una bellissima esperienza, con squadre straniere di altissimo livello: una ottima occasione di confronto. I miei ragazzi sono stati davvero bravi riuscendo, nonostante il malessere, a raggiungere la fase silver - conclude il mister - Soprattutto vorrei ringraziare i genitori dei miei giocatori ed i dirigenti della squadra, che il giorno di Pasqua, quando tutto era chiuso, hanno fatto il giro della provincia di Pordenone per raggiungere le poche farmacie aperte».

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