La sentenza

Operaio muore in un incidente sul lavoro: assolto un imprenditore trentino

Per il giudice, il fatto non sussiste: sotto accusa era il datore di lavoro, accusato di omicidio colposo per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro

BOLZANO. Si è concluso con l'assoluzione "perché il fatto non sussiste" il processo a carico del datore di lavoro di un operaio tunisino di 64 anni morto il 20 agosto 2022 mentre tinteggiava il soffitto del portico della sede Ipes, all'angolo tra via Milano e via Rovigo.

L'imprenditore, un trentino di 77 anni, era accusato di omicidio colposo per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. La Procura sosteneva che l'operaio fosse caduto mentre si trovava in piedi sul trabattello (un ponteggio su ruote) o sulla scala del cantiere, entrambi non a norma. Per questo aveva chiesto la condanna a due anni.

Una ricostruzione ritenuta incompatibile con la posizione in cui era stato ritrovato il corpo di Said, secondo gli avvocati difensori, Paolo Corti e Cristina Cittolin, che hanno sostenuto che l'operaio si trovasse già a terra, al momento della caduta. Sarebbe inciampato nel telo di nylon che copriva il pavimento, camminando all'indietro mentre parlava al telefono: non ci sarebbe dunque alcun nesso causale con la presunta irregolarità del ponteggio. Le motivazioni della sentenza sono attese tra 90 giorni.

comments powered by Disqus