La proposta

Il presidente degli alpini trentini: “Torni il servizio militare obbligatorio”

Sintonia con i vertici Ana sul ripristino della leva: “Pur con modalità e finalità diverse dal passato, sarebbe una fucina di volontariato, di Protezione civile, di coesione tra giovani”. Il consigliere nazionale Pinamonti: “Abbiamo siglato un protocollo con il ministero per portare nelle scuole un percorso che promuoverà i valori delle Penne nere”

TRENTO. Sfilano gli alpini nelle strade di Trento. Sono raggruppati dietro il vessillo che mostra le dodici medaglie d'oro al merito militare, tra cui quella a Cesare Battisti e al partigiano Mario Pasi, e le sei medaglie d'oro al merito civile, tra cui quelle per i terremoti dell'Irpinia e dell'Aquila.

I 650 delegati della sezione trentina dell'Associazione nazionale alpini sono partiti dalla sede in vicolo Benassuti e hanno raggiunto la Sala inCooperazione dove si è svolta l'assemblea elettiva.

L'assemblea ha rinnovato l'incarico triennale di presidente a Paolo Frizzi, giunto al terzo mandato, che ha conquistato il 90% dei quasi 14mila voti degli associati. Frizzi ha evidenziato come la maggiore sfida che le Penne nere devono affrontare sia l'invecchiamento anagrafico. Con l'ultima leva obbligatoria risalente ai nati nel 1985, oggi quarantunenni, negli anni successivi le adesioni dei più giovani tramite il servizio militare, diventato scelta libera di pochi aspiranti professionisti, si sono ridotte al lumicino.

Dei 15.337 soci alpini nel 2025, hanno meno di quarant'anni solo lo 0,75%, in calo rispetto allo 0,81% dell'anno precedente. Inoltre, il 63,63% dei soci ha più di sessant'anni, dato in crescita rispetto al 61,69% del 2024. A questi vanno aggiunti i 6.994 soci aggregati, in crescita di 233 unità.

Frizzi ha precisato: «Registriamo un deterioramento anagrafico, oltre a una diminuzione di 474 soci alpini, ma siamo sempre più longevi, con 215 soci d'età superiore ai 91 anni, e il più anziano ne ha ben 103».

Essere alpino potrebbe essere un buon viatico di lunga vita, ma ciò non basta per assicurare la continuità dell'impegno di un'associazione i cui interventi, dalla Protezione civile alle attività solidali, rappresentano un presidio cruciale per il territorio.

Frizzi, d'accordo con i livelli nazionali di Ana, rilancia quella che ritiene l'unica soluzione percorribile: il ripristino di una forma di leva obbligatoria. Il presidente ha affermato: «Gli alpini chiedono a gran voce il ripristino di un servizio militare obbligatorio, pur con modalità e finalità diverse da quello tradizionale, che sarebbe fucina di volontariato, di Protezione civile, di coesione tra i giovani. E lo chiede anche gran parte dell'opinione pubblica».

Il governo ha fatto promesse sul ripristino della leva, ma sa bene che questa proposta entusiasma parte degli adulti, mentre i giovani che dovrebbero effettivamente farla sono spesso contrari. E poi ci sarebbero i costi elevatissimi da sostenere per una simile organizzazione.

Frizzi ha ricordato le iniziative autonome di Ana: «L'associazione ha attivato i Campi scuola per ragazze e ragazzi tra i 16 e i 25 anni. Più di sessanta hanno preso parte al III Campo scuola nazionale alle Caserme delle Viote, provenienti da tutta Italia».

Numerose le iniziative che Ana Trento ha compiuto nel 2025. Tra queste, la Colletta alimentare che ha raccolto 191 mila euro in beni a lunga conservazione, un totale di 276 mila euro in erogazioni solidali, la vendita benefica di 24 mila pandori e panettoni, la realizzazione del Bosco della memoria ad Alberé di Tenna, la ristrutturazione dell'ex cimitero militare sul Monte Palone, la cura del Museo nazionale degli alpini al Doss Trento, e la mostra "Alpini alpinisti" a Torre Vanga.

Frizzi ha sottolineato: «Essa funge da prezioso presidio contro il degrado urbano di quell'angolo cittadino».Il sindaco Franco Ianeselli ha dichiarato: «Il museo a Torre Vanga è molto apprezzato, la presenza degli alpini in un luogo difficile della città permette di fare grandi cose».

Il presidente del consiglio provinciale Claudio Soini ha aggiunto: «Dagli alpini arrivano attività importanti che dimostrano la volontà di mettersi a disposizione degli altri». Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha affermato: «Ricordo la distribuzione a Predazzo durante i Giochi olimpici di oltre mille pasti al giorno da parte dei Nuvola. Il ricambio generazionale è un tema importante, ma gli alpini rappresentano i valori condivisi della nostra autonomia».

Il consigliere nazionale Maurizio Pinamonti ha annunciato: «Abbiamo siglato con il ministro Valditara un protocollo per portare nelle scuole un percorso che promuoverà i valori degli alpini».

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