L’indagine

Quiz con gli auricolari, la patente è da rifare: automobilista di Trento nei guai

A quasi tre anni di distanza dalla prova, effettuata presso la Motorizzazione trentina, il documento di guida è in bilico. A chiedere la revisione è stata la stessa Motorizzazione - Ufficio patenti e trasporto merci, in base alla comunicazione giunta dalla polizia stradale

di Marica Viganò

TRENTO. Sospettato di aver superato l'esame teorico di guida grazie ai suggerimenti che gli arrivavano attraverso un auricolare, l'automobilista dovrà rifare i quiz. A quasi tre anni di distanza dalla prova, effettuata presso la Motorizzazione di Trento, la patente è in bilico. A chiedere la revisione del documento di guida è stata la stessa Motorizzazione - Ufficio patenti e trasporto merci, in base alla comunicazione giunta dalla polizia stradale.

L'indagine, coordinata dalla procura di Verbania, era partita nel maggio 2023, quando vennero scoperti tre cittadini egiziani che si erano presentati alla Motorizzazione di Domodossola con auricolari e microtelecamere. I successivi accertamenti hanno portato alla denuncia di 14 soggetti, considerati gli "organizzatori" del sistema di patenti-facili, e la segnalazione agli uffici della Motorizzazione civile di 49 persone che hanno superato l'esame teorico in diverse città del Nord Italia, fra cui c'è Trento.

A queste ultime viene ora chiesto di rifare i quiz per la patente in quanto - come contesta la polstrada - avrebbero ottenuto l'idoneità alla guida «in assenza di una sufficiente conoscenza delle regole del Codice della strada», «circostanza che creerebbe serio pregiudizio per la sicurezza della circolazione e l'incolumità degli altri utenti della strada».

Queste le modalità con cui - secondo la ricostruzione degli inquirenti - avveniva l'esame: l'organizzazione procurava i dispositivi elettronici ed i complici avevano il compito di nascondere tra i vestiti del candidato un microauricolare e una microtelecamera collegata ad un modem video, in modo che il suggeritore esterno potesse vedere le immagini dei quiz e riferire al candidato le risposte esatte.

Analizzando le celle telefoniche ed i contatti originati dai codici Imei degli apparecchi e dalle schede Sim inserite nei dispositivi sequestrati, gli investigatori sono risaliti all'identità di diversi candidati, fra cui l'uomo che ha superato l'esame alla Motorizzazione di Trento. Nel caso specifico, dalle indagini è emerso che l'utenza telefonica a lui intestata era stata inserita in un dispositivo dell'organizzazione (identificato attraverso Imei) e che nei minuti in cui era in corso l'esame il soggetto «instaurava due connessioni internet... tempo sicuramente idoneo a trasferire i dati dei fotogrammi ripresi nel corso della sessione d'esame sostenuta».

Il suo cellulare a quel giorno e a quell'ora aveva agganciato i ripetitori nel territorio comunale di Trento. L'automobilista ha tentato il ricorso sia al Tar sia al Consiglio di Stato per l'annullamento del provvedimento di revisione della patente, ma i giudici amministrativi hanno bocciato la sua richiesta: dovrà sottoporsi ad un nuovo esame teorico.

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