Il processo

Rimase folgorato dal quadro elettrico: patteggia la titolare della ditta

Il 15 luglio 2023 Stefano Arnoldo, 39 anni, di Revò, sposato e padre di tre bambini in tenera età, morì in quella che avrebbe dovuto essere la loro futura casa. Imputata la suocera

TRENTO. Si è chiuso in Tribunale l'ultimo capitolo di un dramma che ha travolto un'intera famiglia. Era il 15 luglio 2023 quando Stefano Arnoldo, 39 anni, di Revò, sposato e padre di tre bambini in tenera età, morì folgorato in quella che avrebbe dovuto essere la loro futura casa.

Rappresentante legale dell'impresa a cui si era rivolto era la suocera, imputata per omicidio colposo e lesioni nei confronti dell'altro figlio, dipendente della ditta, che era rimasto ferito nel tentativo di salvare la vittima. La donna ieri mattina ha patteggiato 11 mesi per l'omicidio colposo mentre la società, chiamata in causa per la legge 231 del 2001 è stata assolta perché il fatto non sussiste. La famiglia della vittima è stata poi risarcita, dal punto di vista economica, dall'assicurazione della società.

Secondo gli accertamenti compiuti dopo il gravissimo infortunio era stato accertato che il decesso di Stefano Arnoldo era stato causato da un'anomalia del quadro elettrico. In pratica uno dei cavi era stato erroneamente collegato al contatore e al quadro.

Per questo, alzando la levetta del contattore, tutte le masse metalliche collegate all'impianto di terra del cantiere andavano in tensione. Quando Stefano Arnoldo ha toccato uno a delle masse è rimasto folgorato. A nulla era valso il tentativo del cognato di salvarlo e strapparlo alla morte e nemmeno il disperato trasferimento all'ospedale S. Chiara. Per l'uomo non c'era stato nulla da fare. L'infortunio si era verificato in via Maffei a Revò sul posto si erano portati subito i carabinieri e i tecnici dell'Uopsal per i rilievi.

Agricoltore nell'azienda agricola di famiglia a Cles e dipendente di Ebara, ditta che fabbrica elettropompe sempre nel capoluogo noneso, Stefano Arnoldo era conosciutissimo nella frazione di Novella dove era vigile del fuoco volontario da oltre vent'anni. Lo stesso corpo, dopo il tragico incidente, aveva avviato una raccolta di fondi per aiutare la vedova e i tre bambini.

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